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Dal giorno dopo natale, dell’anno scorso, siamo ancora assieme.  Quindi quasi un mese, tremo!

Mettici in mezzo l’influenza mia e sua che ci ha tolto qualche giorno. Mettici in mezzo lo studio, il conservatorio. Ma mettici anche che – sembra – lei sta imparando a governare un po’ di più i suoi sbalzi d’umore, le sue rabbiette e capriccetti. E anche io, naturalmente. Ci do meno peso. Lei è fatta così. E’ un po’ come arrabbiarsi con le mie micie quando soffiano… non ha tanto senso. Non tutte le persone sono così e io non ero abituato a persone così. Non ero abituato a considerare di voler stare con persone così.

In questo momento lei sta dormendo in studio, sul divano di scena. Che poi dovrò di nuovo lavarlo tutto: sfoderarlo e rilavare tutto, che sembra un set di un horror film porno fatto in una cuccia del gatto: non manca NESSUNA secrezione corporea, ci abbiamo fatto di tutto. Io sono tornato a casa a lavorare, che se no non faccio niente. Ma ecco, mi prendo dei minuti per questo.

Nei prossimi giorni lei capirà che fare della sua vita in termini lavorativi. Immagino sia un bel peso. Io lo ricordo: nei giorni in cui mi accadeva questo lei … beh, nasceva. Io decidevo della mia vita di merda ascoltando le pressioni sociali e familiari… decidevo di fare il primo lavoro che mi veniva offerto, raccomandato (si ma poi in 20 anni io sono restato sempre li), e piangevo di quanto schifoso fosse, piangevo, me lo ricordo, pensando che quella merda sarebbe stata la mia vita.

E non sbagliavo. Ho solo smesso di piangere, mi sono adattato, ho fatto. La mia vita è stata quella, ma ci ho messo dentro tante altre cosette, fino ad approdare a questa, di vita, costruita anche con la merda secca prodotta fresca in quegli anni.

Ma mi ha ucciso il cervello e la voglia. Non tutti hanno avuto una seconda possibilità per tentare di fare qualcosa di completamente diverso, di rifare la scelta.

Ora tocca a lei. Non spingerò. Sono qui e spero che non scelga la via dell’infelcità.

Anche se sembra che avere figli per lei sia così importante… cioé non fare qualcosa, non guadagnarsi da vivere. Vuole procreare. E chi paga, mi chiedo?

Al suicidio non penso tanto. Ci penso, ma poco: solo per accertarmi che l’idea del monossido non è male e tenendo su le antenne nel caso arrivi un’offerta per la bombola di gas puro. Ripiombare nella merda è un attimo e io voglio solo sentirmi tranquillo. SE servisse, potrei premere il fottuto tasto rosso. Ma ora come ora avrei la mano completamente occupata a fare altro piuttosto che accarezzare quel tasto 🙂

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