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Da quando è tornata io sono felice. Coerentemente con quanto ho già detto, la mia vita ha senso di essere se ho possibilità tangibili di essere felice, ed io sono felice con l’amore di relazione, con la mia vita che si intreccia con quella di una ragazza, di una donna. E quindi sono felice, ok?

Prendo sempre l’efexor perché nonè un medicinale che puoi far sparire come niente senza conseguenze. Arriverà il momento, ma stiamo calmi.

Lei è tornata: quello che voleva per non soffrire io lo posso fare e lo sto facendo: senza essere uno zerbino, senza cambiare ciò che sono: variando alcune abitudini e con alcune – tutto sommato piccole – complicazioni, ma gestibili. Non dormo più a casa mia e se dovessi farlo lo farei sul divano. Questo ha generato una reazione inaspettata nella mia ex. Ha realizzato quanto ci si sente soli: questo mi dispiace molto. Io sono sempre stato così da quando mi ha lasciato. So bene che lo ha fatto perché non la scopavo, ma mi aveva messo in un vicolo cieco: non c’era modo di tornare indietro e l’unica cosa che mi lasciava era – per quanto comunque apprezzabile in luogo della solitudine assoluta, la compagnia di un convivente-fratello, che però c’è poco nella mia vita. Ero solo, senza Amore, senza sesso, tenerezza, passione, condivisione totale. Lei, ora, ha incrementato la sua attività sessuale: quello che trova sono sempre uomini sposati insoddisfatti: credo se ne giri un paio ormai, ma ora può farlo con più comodità, a casa. Forse non aspettava altro, la comodità? Ma sembrava le desse fastidio che questa comodità fosse l’unica cosa che cercavano. Ad ogni modo buon per lei, cerchiamo tutti di star bene. 

Lei invece vuole sempre stare con me, se non sta avendo a che fare col suo mondo (lo studio della musica). Dormiamo sempre assieme, o nel mio studio, sul divano di scena, o a casa di sua madre quando questa se ne va dal suo uomo. Ci incastriamo alla perfezione, persino nel dormire assieme attorcigliati… quelle cose che di solito ti bloccano la circolazione. Invece con lei posso: me la posso far dormire sopra, come un gattino. Ieri guardavo il soffitto dello studio, mentre lei, nuda sul mio petto che si alzava e si abbassava piano, un po’ sopra l’ascella, dormiva spuntando dal bianco della trapunta. Dorme quanto un gatto ma a me non importa e lei è felice che io non ne faccia un dramma, che evidentemente qualcun altro le ha fatto in passato. Regolare come un orologio alle 17 si arrapa e prenderla è come respirare: semplice, ma non potrei vivere senza. La faccio venire ogni giorno, cosa che, mi dice, non era mai possibile con nessuno. Mangiarle la figa per me è piacevole come attorcigliare la mia lingua con la sua: baciare mi piace tantissimo … e pian piano non si tratta più di una pratica sul genere “come ottenere un risultato” ma una passione che ho sempre; mi dice sempre che tutti gli uomini dicono che a loro piace la figa, ma che alla fine dei conti vogliono solo masturbarsi dentro una donna … mentre è evidente che a me la figa piace sul serio, nei fatti, roba da essere gelose 🙂 Mi lusinga sempre.

Si prende cura di me e del mio corpo in un modo che ho visto solo nei film dell’America dell’ovest di frontiera, se avete presente, quelle in cui il duro della situazione lascia in mano il rasoio all’amata mostrando quanto si fidi e gli dia in mano la sua vita. Io non sono il duro della situazione, ma mi lava e mi pettina i capelli (ho i capelli lunghi che da anni tengo a coda) e mi ha chiesto di potermi fare pedicure e manicure… io ero imbarazzato ma mi ha detto “quando faccio queste cose sono come un dottore, non devi pensare che abbia schifo”. E se ci penso bene, anche quando ci eravamo conosciuti da poco, anche se le avevo scopato il culo 40 minuti prima, poi magari ero io a trattarlo da familiare, osservando se andava tutto bene, in modo distaccato, non erotico. Intimità e familiarità che si instaurano così facilmente con questo animaletto meraviglioso: non chiude mai la porta e quando fa pipì mi guarda negli occhi. Non lo fa in modo porno, ma è tra il maliziosetto e il carino. Vuole esplicitamente essere la mia bambina: “morosa” non le piace: dice tu sei il mio uomo e io la tua bambina. A volte mi guardo in giro per capire dove siano le telecamere. A volte mi chiedo chi stia sognando me, in questo incredibile regalo pieno di cose che si possono solo desiderare e io invece le ho.

Non mancano i momenti in cui siamo in disaccordo: lei vuole avere sempre ragione, è chiaro, ma mi da anche modo di capire come fare a non finire nel casino: basta trattare il dissenso con una gentilezza che non la ferisce. Non ama la vera discussione, lo capisco. Vuole dire la sua e basta. Questo sarà un casino, un giorno. Ora passo dopo passo cerchiamo solo di non arrivare a frasi che mi mettano il dubbio che voglia andarsene via da me come soluzione ad una divergenza di opinioni. Sono solo parole, ma contano, si sa.

Mi ha fatto vivere di giorno. Verso mezzanotte / una si dorme, io mi alzo e lei viene a casa mia (e della mia ex, che se ne va al lavoro), io lavoro e lei dorme, oppure studia. Si mangia, poi dorme ancora, fino a che dobbiamo andare. Poi ha voglia … e si ritiene insoddisfatta se non mi fa venire (cosa che invece per mia abitudine vecchia sono ben felice di allontanare per durare un po’ … ) … mangiamo, chiacchieriamo, stiamo assieme, ci coccoliamo. Andiamo un po’ a zonzo. Lavorare per me è diventato un impegno doppio perché devo riuscirci. Devo letteralmente trovare il tempo 🙂

La amo. Mi ama.

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