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Si ha la commodityzzazione, o commoditizzazione quando, in un ambito in cui il potenziale di innovazione si è nel tempo significativamente ridotto, i prodotti di una certa categoria diventano così maturi e simili tra loro che il mercato fatica a percepire le differenze tra l’offerta dei diversi marchi. A quel punto, la competizione tende a dipendere sempre di più dal prezzo, il profitto si riduce drasticamente ed in genere sopravvivono soltanto quelle aziende che possono contare su grandi volumi e bassi costi di produzione (le cosiddette economie di scala). Fonte: Inupgoin.com.

illustratrici stock al touch

Il processo è irreversibile, ma non direi inarrestabile. Si arresta perché non conviene più a nessuno. Il mercato del diritto d’autore intero potrebbe subire questa commoditizzazione: è pieno di gente che crea, scrive, disegna, suona, produce musica o altro. Quindi c’è bisogno di contenuto. Ma il contenuto di quqlità richiede impegno e, alla lunga, secondo me nessuno è disposto a mettercelo a fronte di un pagamento inadeguato. Però c’è gente che ci prova. Come tutti i ragazzi che vengono inculati a ciclo continuo come apprendisti, da un sacco di gente. Quel “tappetino” di apprendisti e gente in formazione fotte tutti: lor per primi, che non apprendono una sega, che non vengono pagati; gli altri che subiscono questa concorrenza sleale. La globalizzazione fa lo stesso, sulla base della vitadimmerda di qualcuno da qualche parte nel globo che preferisce sopravvivere male che morire. 

Quindi? Quindi fatevi (facciamoci) i conti, stockers. Alla lunga succede quello che ho citato: l’economia di scala la fanno Shutterstock, Adobe Stock, Getty/iStock e poco altro. La fanno LORO, non voi. Voi siete l’operaio, prova ne sia la facilità con la quale i vostri account possono essere cancellati e i vostri affari con quegli intermediari troncati di netto. Quindi sfruttate quel mercato, ma non contateci al 100% … il cliente committente che vuole proprio TE, per LUI, rogne comprese da gestire.

Ieri una ragazzina mi ha parlato di Patreon. Non mi pare male. Ho trovato un tipo che fa un porno-hentai estremo su richiesta dei clienti: loro vogliono quella tal cosa e lui gliela dà come sa farlo lui. Parlando sempre di porno, anche su l’Internazionale dell’altro mese venivano citate le statistiche di Pornhub: la tendenza delle case di video produzione che devono battersela anche con gli amateurs, producendo quindi qualcosa di qualità, si, ma fornendo anche un sacco di assaggi gratis, è proprio quella di creare una cosa così particolare che quella tal categoria di appassionati sarà così in fregola da pagare quel che c’è da pagare per averla, perché l’offerta concorrente non esiste. Ovviamente mi viene in mente che pedopornografia o qualsasi altro tipo di crimine hanno lo stesso meccanismo: se un cliente è disposto a pagare per qualcosa di criminale, si farà e costerà parecchio. Puttane? Lo stesso. Quindi mi devo ricredere sul lavoro su commissione: è una rogna ma va gestita: quello che fai per il tuo cliente, forse, lo faranno in serie le economie di scala: ma non sarà mai fatto su misura per il TUO cliente, che pagherà quel che c’è da pagare. Very simple.

Quindi? Se dovessi tornare al lavoro su commissione non potrei prescindere dal rapporto personale diretto. E’ proprio SU DI TE che faccio il mio lavoro. Ma la cosa principale è il pagamento anticipato o almeno 50%. E niente 30-60-90 e cacate del genere. Sei un amico? Mi paghi almeno tutta l’iva anticipata, poi vediamo.

Per ora però io non ho guadagnato ancora abbastanza, stabilmente, dallo stock. Sono una merda e sto cercando di reimparare: sono corso ai ripari, ho chiesto al supremo maestro, seguirò il suo insegnamento senza fare di testa mia: ho già dimostrato con le vendite insufficienti che ho cannato. Non era tecnica fotografica ma idee troppo complesse (condivisibili quindi da pochi) ed errato abbinamento tra volti e concetti.

Oltre a questo ho alcune idee sui video, che ho sempre trascurato.

BISOGNA POMPARE.

Magari se mi deumanizzo di nuovo… Seghe no problem. Ma per l’amore è tutta un’altra faccenda. L’amore mi manca, mi manca tantissimo. Assaggiarlo è stato come per un drogato o un alcolizzato. Ora sono di nuovo in astinenza, sto malissimo.

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