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Passeggio per una fiera di cui non mi importa, in cui l’unica risonanza è quella di una fiera in cui ero con lei, in cui c’era anche quel tipo che fa i robottini … che conoscevo da prima ma… l’ho visto con lei.

E altro?

Beh si, beh… mi guardo attorno e non vedo nulla, non vedo nessuna, nessuno sguardo che dica che sono ancora umano, qualcuno, considerabile.

E’ stata una fottutissima stella cometa, un cazzo di meteorite che mi è piombato sulla testa, bruciandomi.

Sono dilaniato, devastato dalla mancanza di quella ragazza ora. Cerco costantemente di pensare in modo altruista che lei soffriva, che non posso volerla in uno stato in cui lei soffre. Cerco di pensarlo in modo egoista, ovvero che lei ora è già con un altro, che glielo sta succhiando ogni giorno, che in questo momento è in ginocchio davanti a lui mentre lo guarda da sotto, come sa fare lei, e che del mio pensiero non sa che cazzo farsene, un vecchio di merda che non ha buttato all’aria le cose per averla.

Mettila come vuoi, ma mi manca.

La sua fronte alta, il taglio dei suoi occhi, le curve del collo e delle spalle, la schiena, il culo e il suo ventre perfetto, il suo piccolo e delizioso seno, le sue mani quando prendevano i piedi per tenere le gambe aperte mentre mi diceva cose deliziose e carine, porche e terribilmente eccitanti… il suo modo di scherzare, il suo umorismo, la sua risata e il suo sorriso. Le sue labbra e la sua lingua. Il suo modo di incazzarsi, la sua frequente autoironia. I suoi giochi con me, le sue manie, il suo modo di vestire, le sue parolacce e il suo linguaggio personale (family words) sgrammaticato come il suo congiuntivo impossibile.

Ossessionati da ciò che non abbiamo più non guardiamo quello che dobbiamo fare con quello che abbiamo intorno. Che sarà poco, ma è quello che abbiamo e non va trascurato.

Ma se vuoi andare avanti.

E io voglio solo, di nuovo, come prima, morire. Smettere di esistere dopo aver buttato via gli anni migliori della mia vita come un codardo, perché questo sono: un debole, fallito, pauroso e mediocre codardo. Lo dicevo anche prima, ricordatelo, questo (prima era su splinder) blog esiste dal 2003. Per cui certo, avere riassaggiato l’amore e avere ora in bocca solo sabbia terra e merda non mi fa che riosservare lo stato generale della mia esistenza: sono un fallito di merda. Un patetico omiciattolo triste, vecchio e sovrappeso, che guarda le ragazzine perché gli tira solo con i corpi giovani e tonici: dopo 40 anni lo ha capito: la famosa questione psicologica era questa. Fighe e porche. Wow che scopertona. Ingelligenti? Beh, si, certo. Simpatiche? Beh, stronze no di sicuro. La porcaggine che include il desiderare proprio me. Ma wow, lo scopro e lo capisco e…? E niente.

Non ho niente, non sono niente. Mi guardo in giro e non c’è nulla, non c’è bisogno né desiderio né necessità da soddisfare con questa persona. Questa persona può, come è sempre potuta, scomparire in qualsiasi istante senza mancare che come un ricordo, forse. E per molto poco. E allora perché mi fate penare ogni giorno? Lasciatemi andare via senza soffrire. L’unico motivo per cui vivo è l’amore (in senso lato) … ero riuscito a farne a meno per tanto tempo. Ora mi è stata risvegliato il demone.

Non ce la faccio a vivere senza.

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