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L’amore mi fa l’effetto di una droga. Non è tossico in sé: sono io che sono un tossico con l’amore. Ho talmente tanto bisogno di qualcuno che mi voglia bene, perché io non vedo motivo per volermene, che quando lo perdo torno a trascinarmi come una scorza sull’asfalto.

Ho dei pregi? Ma certo che ce li ho. Ma sono quello che io considero il minimo sindacale dell’essere una persona. Sono una persona per bene, tendenzialmente. Pacifico se non attaccato. Mi piace essere più educato che posso. Ora non ho voglia di elencare cose che sono banalità. Le ho. Ok.

Ma sono un fifone, insicuro, fallito e tendente al fallimento, che raggiunge, se li raggiunge, risultati mediocri. Ho la capacità di valutare e riconoscere l’eccellenza o il valore. Per cui ovviamente lo posso fare anche con ciò che faccio.

Per lungo tempo ho concentrato la mia vita, tenendo il dolore sordo della mancanza di amore (e sesso, si) in un angolino, che non riusciva a ferirmi così tanto. O era quello? Non so, io anche con lei non ero diventato più coraggioso. Solo che vivere aveva un senso: c’era lei: vederla ogni giorno, abbeverarmi del suo – credevo io – amore e di quello che era lei. Del resto anche se lo vediamo come un attaccamento se NON provi questo per una persona che cazzo ci stai a fare assieme? Se è per dividere le spese o i compiti quotidiani questo equilibrio ce l’ho già con la mia ex.

E da tanto tempo che posso dire: le cose che ci mancano sono le uniche che ci rendono felici. Eppure quelle che abbiamo sono necessarie alla sopravvivenza. Sono due cose differenti.

DEVO sopravvivere.

Ma per VIVERE devo essere felice: ho bisogno di amore, come un tossico della sua droga.

Quando mi manca vedo la pochezza di quello che sono, l’inutilità di esistere, l’ingiustizia di dover sgomitare o convincere il mondo a darmi soldi per fare una cosa che non ho chiesto (esistere). Come tutti, ok, ma non è che se tutti si fanno andar bene la merda deve andar bene anche a me.

Ovviamente, paradossalmente, più hai fame di amore, più sei spregevolmente rivoltante per l’altro sesso.

Ieri ho fatto un giro e quando vedevo le coppie con figlio giuro che non le invidiavo: trovo carini i bambini e se li vedo come il futuro della specie sono molto serio nelle mie considerazioni. Ma non è a quella vita nascente che io voglio dedicare la mia. La mia, felice, la vorrei con qualcuno che mi ama come io la riamo. C’è già tanto da dare in una relazione così. Tanta emozione da provare, tanto da ridere assieme, tanto da vivere, da guardarsi negli occhi e da sbattersi come animali. Il resto del tempo serve a pagare la sopravvivenza. Davvero io non credo che riempire il rimanente con quel poco di cose, ma intense, che ho scritto, sia poco. Resta il tempo per dormire, perché mangiare… lo fai già con lei, no?

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