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Perdita. Prima avevamo qualcuno, poi non lo abbiamo più: questo qualcuno potrebbe essere una “versione” di qualcuno, oppure il “nostro” qualcuno. Quando avviene questa perdita, per chi prova sentimenti così profondi (o se volete è ossessionato?) , è come quando una persona, letteralmente, muore.

Non esiste più: i suoi ricordi meravigliosi ci sono solo per farti pesare ancora di più la sua mancanza, il solco che lacera nel tuo cuore, e incide ricordi per sempre: immagini, parole, situazioni, suoni, concetti, discorsi, ragionamenti, scambi … si sono ormai riversati dentro di te con te attentissimo ad ogni cosa: era il tuo amore, era una persona importante, era un parente, era un amico.

Ma non c’è più. Vi siete lasciati? Non c’è più: per te è lo stesso, è come una persona morta. Puoi ricordarla, ma non tornerà indietro. Fa male, ma cavolo… tu non hai colpa: questo può aiutare a non pensare se avessi detto o fatto, se io fossi in un altro modo. Se io fossi in un altro modo mio zio non tornerebbe: è morto, mi manca, mi ricordo i suoi insegnamenti, alcuni suoi discorsi e ragionamenti sempre validi e salaci. A volte un secondo dopo aver sorriso per il ricordo mi aggredisce l’amarezza per il non averlo più con me, per non potergli chiedere “zio, ma tu che ne pensi?” e sentire un ragionamento niente affatto scontato, frutto sia di cultura che di esperienza, e sempre calato in due centimetri di umiltà e di condivisione umana. E invece no. Invece sono solo e lui non c’è.

E così le decine di ragazze che oggi non sono più ragazze che sono state mie. E quelle che sono ancora ragazze. Devo fare finta che siano morte, morte per me, finché non posso accettare queste nuove persone che sono diventate, fino a riuscire a parlarci tranquillamente, lasciando che il mio amore verso quello che erano per me prosegua all’infinito dentro di me, perché io non smetto mai di amare quella persona. Semplicemente quella persona smette di esistere in quella versione, spesso, oppure smette di darmi disponibilità di quella esistenza per meAffrontare il lutto per la loro perdita, allora, diventa salutare.

“now you’re just somebody that I used to know”, dice il poeta, no? Ecco, arrivare a questo che sembra triste, in realtà è un sollievo.

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