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Tutti scherziamo sui gattini su internet, come fotografo poi, non vi dico. Ma non lo farò.

Per me le foto degli animali significano tanta solitudine e bisogno di affetto. Certo spesso sono buffi, ma li guardi principalmente come un genitore guarderebbe un figlio che si è sporcato di gelato: perché è adorabile, non perché è sporco.

Le gatte che ho ora non le ho con lo stesso spirito con cui avevo gatti in gioventù, nelle case passate da piccolo con i miei genitori. Queste gatte mi fanno compagnia, non sono solo una cosa carina da avere per casa. Ora, sicuramente non tutti sono come me, non tutti considerano che siano gli unici esseri a darti affetto incondizionato (e questo lo dico DOPO averle nutrite: sono ancora interessate!).

Però io ci vedo tanta difficoltà con il genere umano, con le relazioni. Mancanza, buchi dentro. Io ho bisogno di baciare ogni giorno, e se poi si fa sesso meglio, ma è di baciare che ho bisogno, abbracciarti e baciarti. Possibile che sia l’unico e solo con questo bisogno di affetto fisicamente manifestato? Non credo. 

Così quando sto lavorando al pc e dal basso due occhi mi guardano e mi fanno miao, poi insiste, poi insiste ancora, poi le dico “su, sali” , sale, si mette tra me e la tastiera aspettando che metta il braccio destro ad ansa alla quale adagiare tutta la schienetta pelosa appoggiando morbidamente la coda sopra l’incavo del gomito, mentre appoggia la testina sull’avambraccio, stende le zampine verso il bicipite del sinistro, affonda le unghie, chiude e gli occhi ed inizia ad imastare, destra, sinistra, destra e frrrrrrrrrrr. Dopo un po’ di coccole si alza , salta sul divano dietro e si mette li a dormire.

Sono solo per moltissimo tempo. Moltissimo. E anche loro non vogliono stare sole: spesso mi guardo intorno e a distanza di massimo un metro e mezzo ce n’è una arrivata chissà quando, silenziosamente, a stare semplicemente vicino a me.

Sono fondamentalmente uno sfigato inside, quindi non mi vergogno di risultare un po’ un gattaro. Ne ho due, del resto, mica dodici. Ma anche la mia convivente, sola anche lei, prende da questi esserini tutto l’affetto possibile, come una ricarica. So già che se alla fine uno di noi riuscirà a trovare una sua strada sentimentale, ma economicamente percorribile, le dovrò regalare le mie gatte. Si è attaccata al loro affetto più di me, sacrificandosi e ricevendone in cambio qualcosa che le manca.

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