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Ci siamo. Non sono passati ancora 2 mesi (manca poco, ma non sono passati) et voilà, ci siamo già: aveva ragione lei, mi dico, siamo troppo incompatibili. Lei lo sapeva già prima; ma nel guazzabuglio incasinato di vogliononvoglio, facciamo ma boh, proviamo, amore, non amore, ci siamo buttati, poco. Abbiamo intinto il piede nell’acqua dello stare assieme, appena il ditino. E già spuntano gli occhi al cielo, già litigi. Litigi! Io che non sopporto nemmeno che esista il litigio.

Ho lasciato che molte cose accadessero, che passassero. Sicuro, c’era qualcuno che mi trovava ancora attraente. Sessualmente attraente, una ragazza di 20 anni. Per cui cazzo, mi sono detto, se una mette da parte così tanto, vuoi che non metta da parte il cattivo italiano, la comunicazione?

Ma – ahimé – spesso questo è indice di altre cose. Non sempre. Ma l’atteggiamento verso la discussione, il confronto di idee, la contrapposizione.

Alla fin fine io sento che non la faccio stare bene. Lei non si sente sempre amata. E io non mi sento amato mai, perché so che ci sono cose di me che disprezza (lei dice che “le stanno sul cazzo” e che non significa che le disprezza … ehm, ah no?) … ci sono argomenti comuni su cui discordiamo ma sui quali non riusciremmo a discorrere, a discutere animatamente. Sarebbe solo una contrapposizione senza confronto, cosa molto in voga di questi tempi: l’idea dell’altro disprezzata e basta, senza sentire da dove viene, quanto vale, che ragionamento ci sta dietro. Molto furore, molto gridare, anche metaforico, ma poca calma e poco rispetto.

Voleva un uomo buono, gentile e rispettoso. Ma cara, ti sto sul cazzo nonostante tu non neghi che io sia queste cose. Perché non ti do sempre ragione, perché penso che alcuni ragionamenti siano viziati o certi argomenti non siano argomenti tout-court o non siano ragionamenti ma solo concetti che non si sa da dove vengano, convinzioni, anche forti, ma che non hanno basi solide, scientifiche. Potrei stare zitto. Ma cosa, perché, per la figa? Ma cosa penserei di me stesso? Io adoro la figa, sono il fan n.1 del sesso, ma cazzo non abbandonerò il metodo scientifico anche se sei l’unica donna sulla terra che si interessa al mio cazzo. E sei strepitosa, porca, una cosa magnifica.

Qualcosa dobbiamo costruire, devo sentire che vuoi farcela, che non esiste il principe azzurro che salva la donzella, che la donzella si fa il culo per il suo pezzentissimo principe grigetto, come tutti, come te: che sei splendida, che hai tante splendide caratteristiche ma che sei tanto rabbiosa, come siete in tante così rabbiose oggi, ma verso le cose sbagliate, o le persone sbagliate. O perlomeno, io se non mi venivi a stanare non ti rompevo i coglioni, non c’era motivo di venirmi a disprezzare.

Finisce, forse, che quello che vuole da me è (io lo trovo assurdo e ridicolo, ma non inaccettabile, basta che sia stabilito) un tizio che di tanto in tanto la sbatte e/o che la coccola: un trombamìco, o scopamìco – non so come dite dalle vostre parti – come si usa dire, e soprattutto fare oggi, ma anche “coccolamìco”. Esclusivo? Non esclusivo?

La cosa assurda, ma forse non tanto – in fondo per “tutti gli uomini sono uguali e vogliono solo quello” ci sta – è che se mi dici “non parlarmi, mi sta sul cazzo che mi parli, ma coccolami e scopami” io non mi offendo, anche se pensandoci un po’, dovrei. E’ che io son vecchiotto… ragionare così è strano, mi devo forzare un po’. Però nel distacco totale che sta nella “trombamicizia” il rispetto per le idee dell’altra persona non è contemplato: è tutto più semplice. Un amico lo devo rispettare di più, mi ci devo trovare bene, persino per bere un caffé. Ma una trombamica? Che ce frega de parlà? Ti attizzo? Ti sembro il guerriero mongolo selvaggio chiavatore barbuto e la cosa ti arrapa? Io so che  quel tal giorno mi hai chiamato perché desideravi fortemente il mio corpo, il suo calore e la sua compagnia, sentirti scopare sia con dolcezza che sentirti venire dentro dappertutto senza limiti: mi lamento? Mi sento disprezzato? Io no. Io di gente che mi apprezza come amico, consigliere, persona con cui parlare, che si esprime chiaramente, con cui confrontarsi, farsi aiutare, farsi fare compagnia e, persino, foto, ne ho.

Non ho nessuno, nessuno, che mi ami. Nemmeno tu, non sono buono per questo. Sono troppo difficile, immagino. E non riesco a ricordare di essere mai stato amato. Me ne rammarico, ma mai come in questo volere non è potere.

Ma se vuoi questo, il trombamico, questo so che non lo disprezzi: lo vuoi così com’è, senza altre condizioni che non pretendere altro. E allora va bene: non puoi essere gelosa delle mie ex o delle modelle (con cui non faccio nulla e che non mi desiderano – ma tu sei gelosa) però, non puoi aspettarti attenzioni, di fare le cose con il tuo fantoccio accompagnatore (il cui interesse per le cose è irrililevante) o di essere chiamata: in questi accordi solo le donne possono avere voglia, mentre gli uomini devono sempre essere in tiro no? Beh, so che sai che non è così, ma bontàddivina con te mi tira sempre, quindi vedi: si può fare. Non puoi aspettarti che mi interessi alla tua vita, a cosa fai, a cosa pensi, a come occupi il tuo tempo. Devo anzi cercare di non pensare che potresti essere in ginocchio a succhiare un cazzo che non è il mio perché ahimè, io sono ancora e sempre un po’ vecchio, devo pensarci e ricordarmi qual’è il mio rapporto con te, perché io ti volevo davvero amare (non nel senso di Battisti in ll tempo di morire ).

Sarà così?

Io però ci stavo mettendo di più di questo: per questo ti ho chiesto di pensarci, di ragionarci, di decidere cosa vuoi: io adesso ho la nausea, sento che non ti faccio stare bene e mi sento una merda, inadeguato, uno che fa essere infelice la sua ragazza: l’ho già fatto in passato con altre e non mi sta bene, mi sento infelice anche io. Stare assieme ed essere uno è difficile. Vivere la stessa vita.

Io vivo sempre con lei, e tu vivi sempre coi tuoi. E io a lei voglio sempre bene: il motivo per cui faccio stare male lei è che la lascio sola troppo spesso. Anche se lo fa anche lei, non è perfetta, non mi fa tutto il bene che potrebbe. Ma non mi fa del male e non si sente disprezzata. Non mi sta e non le sto sul cazzo. Semplicemente potremmo volere altro, di più, migliore, più compatibile ma… non stridiamo con scintille a fare battaglia di fanculi. E quello che ci ha separati è stata la mia incapacità di scoparla, non mi tirava più, non avevo più voglia del suo corpo, non mi sentivo desiderato, né desiderabile. Non è poco, ma sai quanto è tutto il resto? Venti anni di tutto il resto?

Così ecco, devi decidere cosa siamo noi, l’uno per l’altra. E io, io no? Io so che dalla mia ragazza voglio pace, voglio rispetto anche io, anche io voglio gentilezza, voglio anche io sentirmi amato e desiderato, che sia tanto tanto porca, ma voglio poterci ridere e ragionare. Non deve stare con me per beni e servizi ma perché io sono io. Mai deridere, sempre discutere, litigare il meno possibile e comunque lealmente. Non è poco, ma non è poco quello che ci si appresta a fare.

Ovvio è che da un trombamico ti aspetti – e devi dare – molto meno: disponibilità sessuale quando uno ha voglia e se ha tempo quando tu hai tempo e voglia. Direi parecchio meno, no? 🙂

Da un amico non-trombamico? Beh, non è mica tanto diverso dalla morosa: non esiste che il tuo amico ti disprezzi. Sarete in disaccordo, ma bonariamente. Ma non dovete, quasi sicuramente, prendere decisioni su una vita in comune, di comune accordo. Ma di certo avrete ragionamenti affini. O comunque, per quanto possiate essere in disaccordo, non vi starete mai sul cazzo.

E’ un momento per la gente in cui tutti sono terribilmente proiettati sul “io sono così e così mi devi prendere”: anche io però. Come vedi non è possibile che nessuno smussi nessun angolo se ci vogliamo incastrare. Se pensi che esista quello perfetto per te, io sono certo che a 20 anni hai comunque un sacco di tempo da usare per cercarlo con tutta te stessa. Se tutti sono “così e non cambierò” in tutto quanto, tutti continueranno a pensare che l’unico essere con cui stare sia un cane o un gatto. Io ci ho messo 20 anni prima di farlo, 20 anni di abbandono, non di rifiuto da parte mia: io sono stato rifiutato. Un po’ di compagnia me la dovevo cercare. Ma chi sceglie a priori che gli altri esseri umani sono insopportabili e vuole un cane perché anche se lo maltratti lui tira fuori la lingua e ti ama … beh, non favorisce tanto l’incontro.

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