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Chiunque segua questo blog sa che ci sono state evoluzioni inaspettate nella mia vita. Forse però non è chiaro che io convivo con la mia ex: siamo come fratelli. Io avevo problemi di erezione da anni, lei ad un certo punto si è sentita con qualcosa in meno, rifiutata, che non c’era passione, che non si facevano le cose “con gusto”, fino a dire che non avevamo poi tante cose in comune. Ma che ce n’erano e che comunque ci volevamo bene … oltre alla difficoltà di mandare avanti da soli una casa ed un mutuo. Quindi conviviamo. Abbiamo libertà di letto e relazioni, purché mai in casa e cercando di non farci vedere, per non farci soffrire.

Sostanzialmente però ci sentiamo entrambi soli. Io ho sempre cercato, in tutto questo tempo di dire “hey, io ci sono, sei tu che mi hai messo da parte, non il contrario”. Ma so che quando tutto questo è scoppiato, durante il trasloco, nel 2010, quando si è sentita sola non ha chiamato me. E questo è stato ciò che mi ha dato il segnale della gravità della cosa, ancora più che i problemi di letto, totalmente dovuti a me.

Se ti senti disperata e non chiami quella che dovrebbe essere la persona più importante per te a starti vicino… allora chi cazzo è per te? Mi ha dilaniato, quasi peggio che scoprire quanto l’ho illusa, per lei, che sarei migliorato (sesso, controllo) , senza avere la possibilità di promettere una cosa che non è sotto il mio controllo.

Ora il tempo passa, passa, la vita cambia, io sono impazzito e rinsavito ma non del tutto. Ho sperimentato di andare totalmente fuori di testa. Lei era sempre qui, viveva qui. E’ stata delicata nel non mandarmi affanculo, a non essere indiscreta e sputtanarmi. Ma a parte questo, che è comunque una sua caratteristica a prescindere dal nostro rapporto, e che ho sempre apprezzato, non posso dire che mi sia stata vicina. Non mi ha nemmeno dato la minima speranza quando ho ventilato l’ipotesi di finire nella merda finanziariamente: il messaggio era “paga la tua parte come convenuto, io ho i miei problemi”. Quindi come dire… non è che mi sia sentito WOW SIAMO INSIEME. E’ una persona corretta, cortese, abbiamo passato tantissimo tempo della nostra vita ad essere coinquilini. Ma a convivere non saprei. Vivere-con.

Ora forse sentendo il vento della primavera che per una volta mi tocca e mi fa stare un po’ bene, quando lei sono anni che si fa sbattere in giro (ci usiamo, dice – lo capisco), si sente più sola. Io me ne accorgo, cosa credi? Pensi che non mi interessi? Ma cosa posso fare? Dice che non le piace stare sempre sola, a volte si, a volte no. E io come cazzo posso sintonizzarmi su questa stazione? A caso? Sapere quando il palinsesto prevede che io sia interessante e quando io sia un grumo di polvere da spazzare via?

Non sentivo ammirazionedesiderio, apprezzamento sincero, lusinga, adorazione, eccitazione, irresistibilità, gelosia da parte di una donna da 10 anni. Sai cosa sono 10 anni? Io sono qui, sempre, ogni giorno. Non mi piace andare a correre, non mi piace andare in montagna, non mi interessa spendere il mio tempo in uno sport, di nessun genere, se dovessi farlo lo farei solo per quello che il mio corpo mi può dare dopo. Questo non lo condividiamo. Ma ci sono infinite altre cose, la prima delle quali è comunicare di quello che abbiamo dentro, che desideriamo, al di là delle chiacchiere di quanto schifo fa il mondo quotidiano del lavoro, cosa che mi inaridisce e lo ha fatto per quasi 20 anni e dalla quale mi voglio allontanare.

Le sembra che non mi importi, mi dice. Le chiedo parliamone. Vedremo mi dice. E allora vedremo. Io non dimentico, solo perché mi sono reinfilato nel corpo di una ragazza, cosa significa il nostro rapporto, in termini di cose vissute, impegni presi. Ma il resto io non lo so: non parli, non mi parli di cosa senti, di chi sei. Mi parli sempre di cazzate eppure io so che non sono quelle che ti fanno sentire sola. Ma del resto non parli con me. Con chi ne parli? Ti circondi di amiche stupide. Non segui i tuoi sogni. Ti stanchi così tanto da addormentarti sul divano davanti alla TV, non perché sei una ansiosa depressa paurosa della vita come sono (stato) io. Cosa posso fare per te? Devo indovinare quando vorrai stare con me? Devo rimanere in attesa come un quadro, di essere guardato o apprezzato ogni tanto? Sono un essere umano, sono un uomo, sono un maschio, sono persino un animale e nemmeno gli animali si lasciano così senza una carezza, o dell’affetto. Ho avuto più dimostrazioni di affetto dalle mie gatte. Almeno loro chiedono, mostrano, si mettono vicino, qualcosa fanno, qualcosa dicono anche se non possono dire.

Cosa vuoi?

Spero di non sentire che l’unica cosa che vuoi siano i lavori di casa. Quando parleremo spero di non sentire questo. Perché io ho provato sincera tristezza per te, per i tuoi sentimenti. Sto pregando perché non siano beni e servizi, lo spero tanto. Io non guadagno nemmeno la metà di te, anche se sono più felice, ora, di quello che faccio. Ma sono in trepidazione: sei un pezzo della mia vita e spero di non sentire qualcosa del genere. Dimmi che vuoi compagnia, che vuoi parlare, ridere, aprirmi il tuo cuore, non dirmi, ti prego, che vuoi che ti aggiusti il cellulare: lo fanno al negozio. Dimmi, ti prego, che non vuoi che porti le immondizie: se ho voglia le porto, se hai voglia le porti. Dimmi ti prego che vuoi che ti stia accanto anche se guardi un programma che mi fa schifo, perché vuoi ME vicino a te. Mi scioglierò il cuore anche se non vuoi che ti baci, anche se vedo una ragazzina tanto quanto tu vedi altri uomini e ne cerchi ovunque su internet e nei social. Dimmi che non sono beni e servizi, ti prego, ti prego… quando mi parlerai, dimmi che vuoi una persona e non un professionista di qualcosa.

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