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Una delle cose che, a quanto mi raccontate in tante (porcaputt), succede quando qualcuno ti molesta è che ti congeli, ti ghiacci, sei talmente shockata che non riesci a reagire: non è che “chi tace acconsente”, non è che ti sta bene: vai in tilt e di questa defaillance la merda si approfitta malamente.

Non parlo delle ragazze no-uguale-si: ce ne sono, e capirsi è un problema, anche perché siete davvero in tante (ho detto no ma intendevo si, non avevi capito? – si che ho capito, ma non voglio sentirti dire domani “io avevo detto no”) … no, io parlo di no=no.

Anche Turilla, prima di andare via, ve lo ha detto forte e chiaro. URLATE

A lei piace fare sesso, si sa. Suona. Il tipo sembra a posto, la invita a casa sua per suonare: sono entrambi musicisti, del conservatorio, mica garageband. Lei accetta, lui ha un pianoforte che lévati. Arrivati e chiusa la porta lui la prende e la blocca, le infila le dita dappertutto. Lei rimane bloccata, agghiacciata. Lui non le piace, non lo vuole, non era li per quello ed è stata ingannata, il suo corpo e la sua volontà violati.

Appena riesce a capire che cosa fare scappa.

La cosa si chiude, lei non dice niente a nessuno, non lo denuncia, non lo sputtana. Spera, spera solo che gli succeda qualcosa. Lo dice al suo ex Bosniaco, che ovviamente (ho questo tipo di giudizio evidentemente fondato) affila le armi per andare a sgozzarlo, lei lo ferma, non voleva questo.

Ma si incolpa: dovevo capirlo, era ovvio, sono stata una stupida.

NO. Non è il derubato che ha colpa: il ladro è ladro; è a lui che vanno tagliate le mani, non sono le tue tasche ad avere la colpa.

E allora imparate ad urlare. Urlare forte, subito, AIUTO e NO.

Se non sapete come si fa, andate in un posto ed esercitatevi. Forte, fortissimo.

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