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Eccoci ad un meraviglioso “e adesso cosa faccio?”.

si non è così eh

Non l’ho cercata, non ci ho provato. Ma lei mi ha mandato i segnali, mancavano solo i cartelli. E quando gliel’ho chiesto, le ho chiesto “ma tu cosa vuoi” mi ha dato un piccolo, dolcissimo, imbarazzatissimo, “mi piaci”. Che potrebbe essere mia figlia lo dobbiamo dire per dovere di cronaca, pensando al fatto che un mio amico ha una figlia di quella età.

Certo il suo è stato un errore. Ma quell’errore è vivo, è un fatto.

Quindi ora? Cioé io non sono mica abituato a considerare davvero esistente il mio corpo. Mi sono abituato a non essere desiderabile, ad essere invisibile. Virtualmente uomo, virtualmente maschio, un essere asessuato di forma maschile che, proprio per questa situazione di “disarmo” può con sicurezza lavorare con le donne, di qualsiasi età, senza timore, sempre senza l’intento, sempre senza provarci. Certo dicendo ormai come un mantra che sono libere di provarci loro, ma… ormai era per scherzo, perché i miei soggetti femminili non “sentano” di trovarsi con un gay, che non sono. Ma tutto qui.

Mentre le sciorinavo il mio solito discorsetto di spiegazioni mi sono accorto che le succedeva qualcosa. Sempre di più. E quando ci siamo rivisti pure. E quando l’ho portata in un posto mancava che mi urlasse “MA SEI COGLIONE MI PIACIIIII” e io ho cercato di fare finta di niente. Perché … 

perché non so più come si fa, niente. Niente di niente. Non so se sono tecnicamente di nuovo capace … non mi ricordavo più che il mio corpo potrebbe essere osservato nudo da qualcuno che lo desidera (fa schifo!!! magari non si rende conto che ho i vestiti larghi) … perché convivo con una donna che non mi ama più anche se ci vogliamo bene e condividiamo le spese di una vita.

Le interessa? Seghe mentali?

non lo so, volevo solo farla posare e, se voleva, magari anche nuda: lo propongo, certo. Ma … il mio atteggiamento ha sempre ricalcato quello che, in gioventù, avrei usato, per darmi coraggio, per “abbordare”. Ma si risolve nel giro di 10 secondi: avverto qual’è il mio mestiere, cosa faccio eccetera. E che non ci provo diventa chiaro.

Almeno, per me lo era.

Ma il mio corpo evidentemente parla d’altro. Distanza, tocco, occhi. E’ vero che sto vendendo me stesso. E’ vero che cerco un rapporto con una persona e che ho maggior facilità con le donne. Ma non volevo usare la mia professione come agenzia di incontri personale.

non so che cazzo fare. Ovviamente lei mi dice “smetti di pensare”. Come se non l’avessi mai sentita. Come se non vi avessi già deluse tutte quante. Come se non mi ricordassi di  essere stato infine lasciato. Facciamo un altro giro?

Magari sono più pronto e soffro meno. Mah.

Chi lo sa. Non so proprio che cazzo fare. Ovvio che mi piacciono le ragazze giovani, certo. Ma… che io potessi piacere a loro non era in programma. Non sono attraente, sono grasso. Era quasi una specie di vetro di sicurezza verso il non-amore. E certo che comunque l’amore mi mancava: incoerenza, lo so.

Quindi non so, non so e non so un cazzo. Vedremo cosa succederà: si è depilata per posare. E dice ovviamente che non è per compiacermi ma perché le va. Dopo avermi detto quanto le fa schifo e male la depilazione.

Mh? :-/

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