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Mio fratello ha rubato a mia madre. Ha rubato a mia sorella.

Quando alla fine la cosa è arrivata all’orecchio di mio padre, oltre ad indignarsi per l’accaduto, ha pensato “e perché io stesso non avrei dovuto subire lo stesso trattamento?” – così ha controllato. Ed anche a lui, mio fratello aveva rubato.

Uso questa parola perché nessuno, fino a mio padre, voleva usarla.

Io ho rispetto per ciò che le parole significano: riflettono la complessità del pensiero, la chiarezza, la verità del pensiero. Per cui quando rubi, io dirò che hai rubato.

Conosco mio fratello dal punto di vista della menzogna. Lui mente, mente sui suoi comportamenti che deviano costantemente dalle regole che lui ritiene stupide e sulle quali potremmo naturalmente discutere, potrebbe aver ragione. Ma il punto è che lui non le rispetta e poi dice di averlo fatto. Mente sempre. E poi tenta di farti sentire in colpa dicendo che per quello che ne sai tu lui fa quello che lui dice, quindi come puoi tu osare mettere in dubbio la sua parola? Tutte le balle che racconta sono basate su questo.

Ed è quindi chiaro, in ogni altro contesto, che chi ha avuto a che fare con gente che fa questo alla fine sia della scuola “se non hai nulla da nascondere” (mi riferisco alla privacy); come posso non capirli? 

Oggi però si è rotto qualcosa che non si era mai rotto prima. Per questo capivo (non appoggiavo, semplicemente mi astenevo dal consigliare) mia madre che aveva deciso di non dire nulla a mio padre, quando ha scoperto che mio fratello le aveva rubato dei soldi. Mio fratello è andato via da 20 anni da casa propria. Quindi lui gli sta sul groppone da questo tempo, da questo tempo non si mantiene più, non paga i propri debiti da solo, non si paga sopravvivenza, vita e vizi con la propria fatica. Per cui oltre a ricevere, ruba. Questo raddoppia la gravità.

Mio padre oggi ha deciso di venire a dirmelo, amareggiato perché io già sapevo qualcosa. Ma c’era di più, perché non sapevo avesse rubato anche a lui. Quando inizi a contare gli euro il segno è già passato e non si torna più indietro. Voleva avvertire me e mia sorella perché lui deve fare qualcosa. Mio fratello deve essere fermato. Lo farà interdire? Non si sa cosa possa essere fatto. La vita di mio padre e mia madre è già dura: sono vecchi, noi figli non siamo privi di preoccupazioni, già nella normalità, cosa che li preoccupa: aggiungici la merda e vedrai che bello.

Perché la famiglia può essere uno schifo per i figli, ma non crediate che non possa essere una merda per un genitore. Smettiamo, spesso, di considerarle “persone” perché sono “genitori”. Ma questi poveri uomini e povere donne, come dice il saggio, allevano spesso la serpe in seno. Tuo figlio che ti ruba in casa? Tu che devi chiudere i cassetti a chiave? A casa tua?

Io mi vergogno perchè non sono abbastanza bravo da togliere loro preoccupazioni. Ma … non ho potuto fare altro che ascoltare un pover’uomo dirmi che suo figlio, mio fratello, ha rubato in casa dei propri genitori e alla propria sorella.

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