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So che tra le varie ultime generazioni ci sono pareri discordi relativamente alle comunicazioni: come si fa, come maddai non si fa. Lo posso accettare relativamente a ciò che non è il solito buon, vecchio, telefonare. Sul resto facciamo pure che l’ultimo arrivato fa la regola. Abbiamo inventato noi quello che oggi state usando, ma facciamo pure che il modo in cui voi ve ne siete impadroniti con naturalezza ci è sfuggito, mi sta bene.

Ma telefonare, drin, pronto, buon giorno sono tiziocaio, disturbo? eccetera : questa roba ha una sua storia, non cancelli l’educazione degli ultimi 200 anni con i tuoi capricci.

Per cui ecco, è molto, molto facile, se si tratta di LAVORO. Il telefono di lavoro è SOLO il telefono di lavoro. Se lo usi quando sei libero, sono cazzi tuoi, peggio per te: non è il cliente a doversene preoccupare. Se lo usi nei giorni o negli orari che NON sono di lavoro, peggio per te. Se sarai maleducato, se avrai un tono stizzito, antipatico, fastidioso, qualsiasi cosa diversa dal “disponibile, calmo, gentile”, sei un coglione (o una stronza) e basta, perché sei TU che hai lasciato il telefono acceso. Non è un telefono personale. Il telefono personale lo dai agli amici, alle persone di cui ti fidi, del cui buon senso condividi le regole (che spesso non sono affatto comuni a quelle di altri), che sa quando non ti disturba o che comunque non ti disturba perchéssì.

Se non riuscite a capire l’etica e l’atteggiamento del lavoro è peggio per voi.

Potete dire “è il mio giorno libero” finché volete, ma lo state dicendo ad un cliente che vi chiama su un numero che avete dato PER LAVORO. E’ facile, facilissimo: si SPEGNE. Oppure si possono fare cose più complesse se si è nerd: liste di persone, app che gestiscono i gruppi, e roba simile. Ma è talmente facile: ti fai DUE numeri e stop. Non ti piace il numero fisso? Nessun problema. Comunque DUE numeri. Facile. A uno si risponde COME SI DEVE, per lavoro, all’altro si risponde come cazzo ti pare, che comunque se hai qualcuno che sopporta le tue paturnie fuori dalla necessità lavorativa ormai ti conosce.

Ma puoi essere bravo o brava quanto vuoi: se dal primo approccio fai cagare, so che esiste qualcuno bravo come te che però non è stronzo, o stronza, come te.

Mi riferisco a PROFESSIONISTE e PROFESSIONISTI, non dipendenti che hanno regole diverse, di solito date dal datore di lavoro, ma comunque relative ad un preciso numero facilmente identificabile come “lavorativo” perché di proprietà dell’azienda. Ovviamente.

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