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tette. (C) S.B.

tette. (C) S.B.

Di quale fotografo (parlatore di fotografia, più che altro) sto parlando lo dovete capire da soli (S.B.) perché non intendo aumentare i riferimenti al suo nome né con link, né con la ricerca specifica del suo nome. Ma ormai ne ho parlato a sufficienza in altri post perché si possa capire. Italiano, su facebook e sul suo blog, noto anche per il viaggio a piedi incoerente iniziato per il “valore” della fotografia.

La sua incoerenza è l’elemento più importante. Quando decidi di parlare di perché, allora non puoi più fare lo sputasentenze. Devi motivare. E se dici una cosa che contrasta con l’altra semplicemente una non è vera. Quindi, per parlare come lui, è una stronzata. E se dici stronzate non puoi sentenziare. Puoi sbraitare, puoi brontolare, puoi opinare. Ma di certo non puoi pretendere di profferire verità, perché ciò che dici non è – con la pacata trafila di una discussione – sottoposta alla verifica.

Per cui cari fotografi: volete fotografare? Fatelo. Chiunque abbia velleità artistiche potrebbe voler considerare utili spunti quelli di S.B. : tempo fa lo lessi definito “la Littizzetto della fotografia” … ma consideriamolo più un assistente alla masturbazione mentale. E’ utile, per un po’, ragionare sulle sue boutade: se devi formarti un senso critico e il tuo interesse per la fotografia vuole raggiungere il confronto con artisti di tutto il mondo. Esercitare il pensiero critico, anche se non ti interessa, può prepararti ad impatti successivi. Ecco l’utilità di S.B. e di altri parlatori di fotografia.

Ma per il resto… meglio guardarle, le foto, ed imparare da loro quello che vuoi sapere, oltre al lato tecnico. Ed ai loro autori mi limiterei a chiedere informazioni tecniche, pratiche: questo il mio consiglio.

Non tutti vogliono raccontare una storia con ciò che fanno. Non tutti vogliono leggere una storia in ciò che vedono. Spesso poi la foto è solo un fotogramma di questo film che è una storia.

Ognuna delle singole affermazioni di S.B. può già di suo essere criticata. Quello che le rende argomentazioni deboli però è l’incoerenza interna tra chi le pronuncia: dice cose che confliggono. Alcune ne eliminano da sole altre.

Volete fotografare? Perché no? Non fate male a nessuno. Fate più male ad ubriacarvi e drogarvi se devo cercare il paragone peggiore. Se S.B. si sente minacciato non è abbassando gli altri che innalzerà sé stesso ed in ogni caso è un problema suo. Se si tratta di concorrenza sleale non è con le boutade che risolvi il problema, ma con la legge: chiaro che a questo punto li stai mettendo sul tuo stesso piano … e forse è quella la cosa che ti rode il culo. Tu che hai letto tanti libri e fatto la gavetta. Ma succede così: le generazioni successive, spesso, fanno cose che tu hai fatto fatica a fare, senza fatica. Ti rode il culo? Tanto tanto prep.

post culo-roso

post culo-roso

E perché non fottersene di S.B.? Per lo stesso motivo di cui non fottersene di Trump, di Salvini, di un sacco di gente che produce post-truth. Perché la post-verità produce effetti. Va contrastata. A questo punto persino a colpi di altra post-verità. Ma io preferisco la pacata analisi delle stronzate. Una per una. Costruire certezze non sulle boutade emozionali, ma su concetti sottoposti a confronto e rimasti in piedi perché fino ad ora incontrastati. Perché la forza delle idee non è forza bruta.

Volete fotografare la figa perché è bella? Fatelo. Volete fotografare donne tatuate alla finestra che simulano orgasmi riflesse nella pozzanghera in una fabbrica diroccata con gattini e musicisti? Fatelo. Perché vi piace? Fatelo. Perché no? Tutte le attività più interessanti (per sé) degli esseri umani non hanno una utilità pratica. Giocare, andare a zonzo in auto osservando, giocare a bocce. Io mi annoio a giocare a carte. Mi diverte, mi piace poco un sacco di altra roba. Che sia utile o meno. Altra mi piace e la faccio. Che sia utile ed abbia un perché o meno.

Se parli di lavoro allora insegnagli cosa fare: digli come contattare il cliente, come soddisfare i suoi bisogni. Cosa non fare tecnicamente. Ma buttare tutto in vacca non serve.

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