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gli amici salutano

gli amici salutano

Mio fratello, depresso per anni e recluso in casa dei miei a, sostanzialmente, cazzeggiare, è uscito dal casino, sembrerebbe. Non sarebbe la prima volta che lo vedo carico, ma ci sono volte in cui so che è un “carico-malato” e che avrò un crollo in breve tempo.

Questa volta no.

Essendo impressioni fresche, abbastanza mature (cosa che non è un suo classico) e sofferte, le ascolto con interesse ed attenzione. Dice che la sua convinzione che “restare qui più di 15 giorni ti fa sembrare che tutta questa merda sia normale: non lo è” – è stata verificata e che il suo obiettivo, quanto più possibile, sarà tenersene lontano.

Dicono che la nostra zona sia quella più statisticamente triste e ad alto tasso di suicidi. Tutte le persone simpatiche che trovo, pur lavorando duramente, mi dicono che il loro unico fastidio è la pesantezza della gente che è sempre triste, che tutto no, che si lamenta sempre.

E quindi… perché no? Vai, fratello 🙂 Vai e tieniti su! 🙂 E allora pensavo di suggerirlo anche ai miei cari amici. I genitori di A sono entrambi morti e non ha un gran rapporto con suo fratello o… con chiunque altro. A parte essere un abitudinario, non ha legami con la città, su cui piscia ad ogni discorso. B se potesse risolvere presto i suoi problemi coniugali… beh, credo che tutto sommato potrebbe allegramente spostarsi.

E quindi che cazzo ci fate qui? Io una puntatina all’estero penso di farla, ma si tratta solo di una puntatina. Quindi raga: andate!!!!! 🙂

Quello che volevo dire con questo poco utile post è che … la mia convinzione è che sei solo, triste, sfigato eccetera qui, lo sarai anche altrove. E che tornando, spesso, ti trovi bene qui: continui a fare il tuo lavoro, apprezzi la tranquillità, ti sposti se ti serve e stop. Ma ci sono anche lavori diversi e condizioni di lavoro e lavoratori che sono direttamente connesse con questo aspetto. E allora a voi dico: andate! E lasciate morire chi vi ha succhiato la vita. Senza sottoposti da schiacciare, questo posto non è niente altro che natura dura e selvaggia, ma bella: ha in sé solo la necessità di fare le cose per bene altrimenti muori. Ma oggi, non 300 anni fa. E’ POSSIBILE stare bene.

E se è il brutto tempo che ti entra nelle ossa … allora niente, non si può. E allora ancora una volta: andate! 🙂 Siate felici!!!

Certo, se il riassunto è “lì si può lavorare in nero e vivere bene!” … allora no 🙂

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