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l’iPhone 7 offre una delle cosiddette caratteristiche di “computational photography”: il bokeh simulato. Un articolo di FStoppers, che termina con un bel “adapt and survive” (quindi immagino “resist and die”) , offre un ottimo spunto ai fotografi professionisti, ai quali si rivolge (ma ovviamente chi non si sente professionista incompreso?) ricordando che anche se noi (è vero eh) riusciamo a riconoscerlo al volo nel caso di un confronto e probabilmente anche ad una analisi approfondita, la fotocamera più usata al mondo oggi (dati Flickr) è un iPhone, secondo un altro smartphone Samsung.

🙂 Essendo Canonista ci tengo a precisare che il bronzo è una DLSR canon🙂

Coooomunque. Ogni giorno esce qualcosa di nuovo. Una figata, spesso, in sé. Ma dal punto di vista della sopravvivenza della razza umana nell’era della suddivisione del lavoro… spero vi accorgiate che ci resta sempre meno da fare di interessante. Ovviamente il produttore di prodotti di massa guadagna sulla massa. La massa quindi trasforma ciò che ieri era mestiere in “se me lo posso fare da solo perché dovrei chiederlo a te?”. Giusto.

Non piango per il mio mestiere. Ne ho abbandonato un altro però, vedendoci abbastanza lungo sulla sua sorte. Vi ricordo inoltre il caso di Foxconn che eliminò, quest’anno, non cento anni fa, migliaia di persone sostituendole con dei robot.

Cosa ci resterà da fare, come esseri umani? Certamente, inventare qualche cosa di nuovo e reiniziare il ciclo. Ma il ciclo è sempre più veloce e il percorso già tracciato.

Quando ne avrete voglia, potete leggervi (in Inglese, a noi Italiani non ce ne fotte una minchia) un paio di voci di Wikipedia in merito:

… e ragionare.

Per tornare alla fotografia, se a qualcuno interessa, un esempio che ho testato con le mie tasche, di computational photography è stato Piccure+. Ora, forse io sono un cazzone che non sa come fare, forse ho un computer troppo poco potente (workstation acquistata a gennaio), sicuramente serve esperienza per impostare quei due cazzo di slider. Ma il confronto che fai, quando lo compri, è con un risultato ottenuto fisicamente con un’ottica di qualità, ossia un OTUS.

Ora, lasciamo perdere l’otus: supponiamo che tu faccia 400 scatti con un obiettivo buono anche se non “the best in the world”. Il tempo di elaborazione per verificare se hai fatto un lavoro decente per aumentare la nitidezza con piccure+ è tutt’altro che ininfluente. Se non va bene devi rifare e aspettare. E così via. Se l’ottica è buona, il risultato è reale, non calcolato, ed è IMMEDIATO.

Per ora la fotografia computazionale che mi interessava, a quanto dicono la migliore sul mercato in questo caso, non ha dato risultati tali da giustificare nemmeno il costo del software. Cosa che invece non dirò mai di JPEGmini: vale ogni centesimo.

La sfocatura finta, invece, credo possa avere successo. Staremo a vedere quanto tempo ci metterete ad imparare che fa schifo: attualmente le vendite ti smartphone con fotocamera hanno aumentato le vendite di reflex in tutto il mondo🙂 La mia ex è una utente di smartphone che fotografa e butta su instagram, di brutto. Non ha mai sentito la mancanza della sfocatura, bensì del teleobiettivo. Quindi per ora la fisica la fa ancora da padrona.

Cmq vale assolutamente la pena di ragionarci. E per divertirsi, leggere “Piano Meccanico” di Kurt Vonnegut (1952).