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Sono solo.

Mi sento solo? Forse.

Ho visto poco fa la psicologa alla quale mi sono rivolto … beh direi ormai 3 anni fa. Mi fa “ti vedo bene! Mi pare che vada benissimo!” (e percepivo che voleva scappare, con il corpo).

solitudine

solitudine

A parte la mia sensazione come di “devo dire così ma ho i cazzi miei e fretta” pensavo solo “beh, si vede che so mentire abbastanza bene, come ho sempre fatto dall’adolescenza in poi”.  

Era in un gruppo di persone da fotografare, per fatti sportivi, legati all’associazione presso la quale ho lo studio. Non mi ero nemmeno accorto che ci fosse: dovevo intruppare un gruppo … e i gruppi … beh, se siete fotografi lo sapete. Inoltre c’era gente che era già li a battere l’orologio per dire quando hai finito.

Alla seconda di queste robine ho dovuto dire “ok, ancora una e mi giro e me ne vado” – serio e duro, ma subito sorrisone in stile donna (sapete come fate, no? Quelle “ciaooooccccaaraaaaaaaaaaaaaa!!!!” e dopo se ne va e voi “troia!”).

Quindi solita roba, piglio autoritario, li posizioni, tu mettiti li, tu mettiti la, grande gioia, click click click (evviva la Mark IV) e tanti saluti.

Era li anche lei e questo ha visto. Quindi forse pensava che l’atteggiamento lavorativo corrispondesse. Ma io da lei sono arrivato perché non riuscivo più nemmeno a lavorare. Per il resto io sono sempre stato in grado di occuparmi della sopravvivenza (non sono un boscaiolo, vivo in un mondo in cui vige la separazione del lavoro) anche se avendo in mano la boccetta della morte istantanea ed indolore inizierei subito a mettere tutto bene in ordine, intestare l’assicurazione a qualcuno e TRAC, addioooooo.

Quindi … forse non sa leggere benissimo. Ma pazienza.

Il punto è che non è che stare da solo mi sia pesantissimo… sono sempre stato uno che poi stava da solo. Ma con una consapevolezza diversa. Ora ho la sensazione (che io sento come consapevolezza, ma … diciamo che sia una sensazione) che semplicemente a nessuno passi per l’anticamera del cervello di avere a che fare con me. Nessuno mi verrebbe a trovare o mi direbbe “hey, dai beviamoci un caffè e chiacchieriamo”. Non devo aspettare di avere 70 anni perché sia la putrefazione ad allarmare i vicini e non un amico od un parente. Si, ok, va bene, mia madre mi chiama e io la chiamo. Cazzo dai ragazzi, la mamma non vale, povera. Persino mio padre adesso si fa vivo … son vecchi, è diverso.

Oh ma sai che a scriverla ‘sta cosa adesso mi sento meno solo? E ho pure freddo, aspetta che chiudo le finestre. L’autunno è davvero finalmente arrivato.

E forse adesso mi è anche tornata la voglia di fare.

Sono uno psicopatico del cazzo.