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Osservare le cose “grosse” come gli atti di guerra tra Stati, o tra classi, tra poteri … spesso non è diverso che osservarle tra i bambini.

Ero, credo, in terza elementare. Era uscita la replica di “Radici” in TV: anni ’80 appena iniziati. La maestra per qualche motivo non era in classe e siamo stati laciati a noi stessi.

Alcuni dei compagni di classe tra le vittime designate abituali (tanto perché non pensiate che i genitori non debbano ricordarsi quanto i bambini possano essere dei pezzi di merda) ovverosia il ciccione e un altro suo amico vengono frustati dai due bulli in carica della classe con le corde delle tende (cordini di nylon grossi e pesanti, direi di 4-5 mm di diametro, con un peso in fondo) al grido di “prendi KuntaKinte, sporco negro!!”.

Anche se ho altri ricordi di questi personaggi che oggi brucerebbero chiunque non voglia tenere il crocefisso in classe, ad esempio mentre bestemmiando con la foga che solo i bambini e gli uomini appena traditi sanno avere, prendeva la mira e faceva a tiro a segno con le ciabatte sul suddetto crocefisso…  non divaghiamo.

Che cosa feci io? Beh, sapevo che non ero abbastanza forte. Ho chiesto loro di smetterla ed ho ricevuto un classico “fatti i cazzi tuoi se non vuoi la tua dose” (siamo in pieno nordest – tanto che non ci siano i soliti benpensanti che “eh ma in Sicilia e a Napoli è così”). Così alla fine della mattinata, mentre i due stronzi già belli infilati nel mondo del calcio (strano eh?) si fermavano a sfogare in altro modo gli impulsi, io che ero pur sempre in terza elementare, sono andato dalla mamma del più vicino alla scuola.

Suono il campanello, si affaccia al terrazzo quella che io credevo fosse, come a casa mia, la Giustizia. Faccio presente che suo figlio mena gli altri. Lei dal terrazzo mi grida di rimando “e tu ridagliele, no?”.

Vi prego di fare il parallelo con qualsiasi situazione bellica internazionale.

Oppure non so … di un nero che viene ucciso dalla polizia, la cosa viene FILMATA e nessuno paga.

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