e TRE. Vergognarsi di far parte del genere maschile mi prosciuga sempre. Mi fa dire: ragazzi, soprattutto ragazze, mi ritiro quassù sul cocuzzolo, se volete parliamoci a telefono: sono un maschio, sono pericoloso, vedo tutti questi stronzi e so che condivido qualcosa di questo schifo.
Lo so che non è giusto … eppure…
Ho una sorella, so cosa vuol dire “farsele tirare fuori dalle mani” (non l’ho mai fatto: mi ha sempre picchiato lei anche se ha più di 10 anni più di me) – le donne solitamente sono logoranti e le donne stesse, specialmente se lavorano in un ambiente tutto fatto di donne, sempre assieme, senza potersene andare, senza potersi prendere a botte e zittirsi a vicenda, sanno cosa significhi. Parlo con decine di donne, quasi tutte mi dicono “io voglio stare con gli uomini, lavorare con le donne è terribile, ti prosciuga, ti distrugge … è un continuo stillicidio di cattiveria”.
Dicono tutte la stessa identica cosa. E non sono uomini. Al massimo gli omini dicono “donne” alzando gli occhi al cielo.
Quindi riguardo al femminicidio o alla violenza posso solo dire : maschietti: potete sempre andarvene lontano dalla rottura di coglioni, invece di alzare le mani. Se le donne sono bulle e voi avete solo la potenza di fuoco… beh, non è vero. Giratevi dall’altra e lasciatele a farsi fottere da qualcun altro. Almeno non passerete dalla parte del torto.

Ma sul resto… sul resto ragazzi mi fate vergognare di essere uomo “come voi”.😦

ruminatiolaica

violenceOggi, 26 dicembre 2012, leggo dalle amiche: “Voi provocate gli istinti e vi andate a cercare i guai”. Riferito alle donne, detto da un parroco, affisso in forma di lettera nella bacheca di una chiesa di Lerici, Italia. Fare polemica è tempo perso e io non la farò. Però dedico una riflessione in particolare agli amici cristiani ma a chiunque dia valore alla vicenda cristiana, foss’anche di natura storica o culturale. Proprio in questi giorni si celebra la nascita di un bambino figlio di una madre insolente. La quale madre sosteneva di non conoscere uomo pur essendo gravida. Quella donna è stata senza dubbio una provocatrice: se suo marito si fosse lasciato provocare, l’avrebbe come minimo corcata di botte. Se invece siamo qui a festeggiare vale la pena chiedersi dove sta la differenza.

Ilaria Sabbatini

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Suor Rita Giaretta sui fatti di Lerici

Comunicato stampa – Caserta, 27 dicembre 2012

In…

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