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Fare un mestiere non-convenzionale è buffo, talvolta, per i rapporti che hai con la gente comune. Fino ad un po’ di tempo fa quando dovevo spiegare cosa facessi in azienda la cosa più facile era “lavoro in ufficio” (abbreviato in “ufficio” per i nonni).

Talvolta “robe di computer” era sufficiente e contemporaneamente il massimo esprimibile ed accettabile da chi lo chiedeva.

Fare il fotografo è più come dire “faccio il panettiere”. Si capisce. E però io non faccio quel fotografo. Non ho un negozio. Non cerco clienti. Non mi devo fare pubblicità con chicchessia: devo solo fare un ottimo lavoro e sperare che le agenzie facciano la loro parte a vendere sé (e me) e che all’interno della loro offerta il mio prodotto sia tra quelli più richiesti.

Quello che faccio per passione è solo nudo artistico e tutt’al più ciò che attiene al mondo dello spettacolo su un palco, con un’illuminazione decente: concerti, danza, teatro.

Purtroppo moltissime persone nonostante quello che, in questi contesti, posso offrire loro in modo completamente gratuito non sono in grado di servirsene. E così in qualche modo si aspettano che sia io a pubblicarlo o – come ancora qualche vecchietta dice – “le sviluppi, queste foto”. E’ buffo perché quello che fornisco loro avrebbe un costo piuttosto elevato: non se ne servono per la loro promozione perchè non sono in grado. Dovrei, per fare proprio filantropia, chiedere loro di farmi editor di qualche pagina FB e così via.

Certo se avessi un’attività tradizionale non sarei andato a lavorare gratis per loro però … non riescono a fare questo due più due … ma si pedono in fantasticherie su cosa dovrei fare per farmi promozione … ma pensaci: tu hai pagato? E allora promozione de che? Se ti presentassi il conto (circa 250 mezza giornata) sarebbe un certo discorso. Ma invece non te lo presento. E’ gratis. Di cosa mi devo far promozione, del gratis?🙂