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La sicurezza in sé stessi è probabilmente uno dei risultati più grandi che si possano raggiungere. In rapporto a questo equilibrio interno si costruiscono tutte le altre relazioni. Quindi non sottovaluto i motivi che portano le persone a fare certe scelte. Vi racconto solo dei fatti. Ero convinto di avere già scritto tutto questo sul blog… ma devo averlo fatto altrove.

Mia sorella è – ed è sempre stata – tendenzialmente femminista old-style. Tranne quando si tratta di non capacitarsi del fatto che se una cosa mi fa sesso non lo puoi decidere tu, ma lo decido io e anzi, manco sono io che lo decido: i miei sensi scatenano reazioni. Ecco, li, in quel caso, tutta la razionalità va a farsi fottere, come è giusto che sia: mi chiedi “ma perché vi piacciono [elenco di armamentari sexy a caso] ?!” E a me viene in mente “ma tu sai sempre perché ti piace quello che ti piace? Tipo… ti metti in bocca la nutella e razionalizzi?” No, i tuoi sensi registrano un sapore. Certo, ALCUNI sapori sono un mix di cultura e sensi: educazione, ma non tutti. E basta avere un figlio o un nipotino per togliere “cultura” da questi ragionamenti.

Detto questo: ad un certo punto ha avuto – triste, lo so – bisogno di farsi “una foto profilo fica” perché non trova lavoro. E quindi le prova tutte, comprese tutte quelle cose in cui non crede (quindi non funzionerà). Se io conosco l’esistenza de “il corpo delle donne” non è per Giovanna Cosenza, ma per mia sorella, che conosco da più tempo ed è più vecchia di me di 12 anni: l’influenza degli anni 70 si sente, nel bene e nel male. Ad ogni modo, dopo tutte le sue sonore proteste (eco di mille altre) su “le donne non sono così, ma perché i peli, ma che palle, ma i tacchi, ma i vestiti, ma la ciccia” … (e chi t’ha chiesto niente? Sono 40 anni che ti vedo fare dieta mentre noi ti diciamo di mangiare, nessuno ti ha imposto i vestiti, di nessun tipo a parte criticare in misura pari o inferiore a quella in cui TU critichi ogni cosa esistente) … quando si è trattato di fare il SUO ritratto, io mi sono naturalmente ricordato della sua sensibilità : bene – dico – ora possiamo usare sporchi trucchi da professionisti dell’immagine che evidenziano i pregi e nascondono il più possibile i difetti (e DOPO photoshop) oppure dato che la cosa ti fa orrore, siamo sinceri e facciamo solo un buon, realistico ma ben fatto, ritratto con una luce interessante ma vero, tu sei tu.

“EH NO! ADESSO TIRI FUORI TUTTO IL TUO ARMAMENTARIO DI TRUCCHI! CHI SONO IO PER NON USARE LE STESSE ARMI DELLE ALTRE?! ORA E’ IL MIO TURNO!”

Ecco. Questa è la realtà: mia sorella è una sincera sostenitrice di quello che ha negato quando è stato il suo momento dei trenta denari del lavoro. Per quanto per me sia una convinzione errata quella che edulcorare la foto profilo in social professionali sia utile (anzi, sono profondamente contro e lo sconsiglio a chi mi si affida: regola n.1 per i colloqui: non mentire nel curriculum, a partire dalla foto: cura si, trucchi no) … ho usato ogni cosa: luce da ritratto fashion cancella-occhiaie-e-rughe, colori giusti dietro, luci d’accento a pallazza, tutto che brilla, maglia giusta e TACCHI anche se ritrai un mezzobusto (postura). DOPO si è photoshoppata da sola (non voglio vedere: ha usato “foto” di Windows).

Mia sorella è una dura e pura … eppure è caduta anche lei. Ora vi lascio immaginare come si comportino tutte le altre donne e ragazze. Sono LORO che richiedono il fotoritocco anche se per me è antieconomico. Sono loro le prime a chiedere “ma c’è la truccatrice?”, sono loro a chiedere “ma mi fai fica vero? e magra vero?”. E io ripeto sempre la stessa, identica cosa: “se ti ho fermata per strada rischiando un pugno in faccia, significa che in meno di 2 secondi ho pensato che eri bella”. Ed è la sincera verità: per questo di solito (50% dai) mi trovo gente con una pelle terrificante (questo è il vero dramma! altro che!!!). Ma il punto è che le persone che vengono ritratte non sono professionisti: sono gente qualsiasi di una provincia del nordest, prese al supermercato, al bar, dove capita: le loro opinioni su facebook, quello che postano su intstagram, le foto profilo su whatsapp o snapchat … mi sono note. Invariabilmente, quando si tratta di sé stessi, gli “artifici” per rendere le persone “più belle” (no!!! al massimo evidenzio o nascondo se possibile) tutti tirano entrambi i pollici in su.

Quello che 10 anni fa ricordo sarebbe stato un “si, bella, ma non sono io… ” ora è “cazzo!!! non sembro neanche io! figata! posso postarla su face?”.

Dopo 3 mesi su quei profili troverete un rettangolone moralista che inneggia al non-ci-giudicate-dal-nostro-corpo oppure “ho un armadio pieni di libri, non di scarpe” … e quando sono arrivati da me avevano due trolley e una valigia. Quando giudicate la pubblicità, tenete conto di questo. Io non lavoro con persone famose: lavoro con la ragazza della porta accanto, con sua madre, sua nonna … sua cugina. E se ha un’amica carina, pure con lei. E tutte convincono il moroso. Molti di loro mi richiamano “ma ne posso fare da solo?”. Voilà.