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brazilian shavingIn una qualche commedia uomo-donna con Jennifer Aniston della quale ho visto solo il trailer, lei per “riconquistare la sua attenzione” ricorre alla depilazione totale ovverosia la “Telly Salvalas”.

Questa cosa, in quell’istante, mi ha fatto esclamare “ma perché devi farlo DOPO? perché non lo hai fatto SUBITO e PRIMA? Così è finto, è solo una lotta per fare goal all’ultimo minuto e poi sedersi di nuovo a fare un cazzo! Se sei così, SII SEMPRE così!”.

Questo esempio estremo e vaginocentrico serve ad allontanare le femminette isteriche. Dovrebbero essere già andate verso la terza riga, assieme a coloro che non amano leggere.

Quello che accade veramente, di solito, è legato ad altri tipi di “prestazione” (no, non quelle, ma anche) … e non solo nel campo della coppia amorosa, ma nei rapporti anche lavorativi. Ho notato che sono quasi sempre le donne a fare questo: PRIMA, CON TE, non fanno una certa cosa, una cosa che tu vuoi, una cosa che ti piace, che ti rende migliore la vita, che non puoi fare tu, che può fare lei, che l’unica cosa che deve fare per renderla reale è: farla, decidere di farla. E invece no. Ad esempio impegnarsi a fare qualcosa. Ad interessarsi a qualcosa. A partecipare, a non dire sempre di no. A trovare il tempo. A non essere pigre. A non considerare che sia possibile dire “ho da fare” quando devi cazzeggiare.

A quel punto, che tu sia un amico, un collaboratore, un partner di qualsiasi tipo, le mandi affanculo.

A allora DOPO, solo DOPO, e solo per farlo notare a te (a cui non frega un cazzo perché al massimo dici: e che me frega? Lo fai con lui, mica con me … e poi so che lo fai per costrizione, sai che spasso) vedi che quella tal cosa la fanno. Che sia mettere i tacchi, uscire ed andare in certi posti, ascoltare certa musica, partecipare a certe cose… non dico nemmeno cosa: se siete dei pervertiti penserete ad orge e sesso anale, altimenti potreste immaginare partite di calcio e concerti, o altre cose per voi noiose o invece intreressanti … poco importa. Il fatto è che DOPO lo fanno. E spesso si accorgono che quella tal cosa che a te non è mai stata “concessa” è invece divertente, spassosa. L’hanno fatta solo per farti dispetto, per farti vedere “che sono capaci” … e poi si accorgono che era fattibile, che è appassionante, che … cazzo è una figata e adesso lo faccio sempre. NO, quando lo proponevi tu con calma, con pazienza, con gentilezza, senza pressioni e poi magari invece pian piano si, perché a te piace, perché è una parte di quello che vuoi nella vita… allora insofferenza, fastidio, contrasto e mai, mai mai una volta “ok proviamo”.

Anni 50: l’alunno viene ripreso dall’insegnante che lo umilia (si usava) pubblicamente e lui, mentre è ancora in classe, traduce la versione di latino per il giorno dopo e la consegna, includendo le cose che sta spiegando in quel momento l’insegnante. Con fare spocchioso in stile “te l’ho fatta vedere io, prendi qua!” la consegna all’insegnante che sta uscendo. Lui si ferma, controlla, torna in classe e loda l’alunno pubblicamente. Personalmente, invece, gli dice “quello che fai, lo fai per te: se ti impegni sei capace e ora lo hai visto”.

Ma ho imparato questo in questi anni: mandare affanculo tantissima gente per lasciare posto ad altrettanta gente da non mandare affanculo è splendido. Quando stai li ad insistere con gente con la quale combattere … e poi quello che ci guadagna è sempre chi viene dopo … è la tua vita che scorre via.