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Spesso incontro, molto volentieri, alcuni colleghi del vecchio lavoro. Alcuni di questi colleghi non erano facili. Alcuni sono stati, lontano dal tempo terribile, ovvero nella normalità, delle vere rotture di coglioni. Erano quelli che quando ti chiamano alzi gli occhi al cielo, prendi un bel respiro, pensi che vorresti fare un’altra cosa, ma vai, ascolti, pazientemente e fai.

Nel mio ruolo, ma nel mio tipo di azienda, era difficile mandare – come sarebbe stato giusto fare – tutti affanculo. L’autorità e la responsabilità vengono dall’alto. Se tu conosci il tuo ruolo per come “dovrebbe essere” ma non è così … devi costruire il tuo mondo come meglio puoi.

La quantità di puttanate che vengono chieste al reparto IT sono innumerevoli. E di incommensurabile inutilità. Sono quasi sempre dettagli, dettagli del cazzo. Puttanate, roba inutile, sfumature, roba esteriore, “fiorellini” come li chiamava il mio collega principale, che condivideva con me questo onere che mai è stato onore. Quando “fai funzionare le cose” di mestiere, invece, di solito tu badi al fatto che, appunto, funzionino le cose. Non che siano fiche, comode, simpatiche. Devono principalmente svolgere un compito. Se poi lo fanno con stile è tutta un’altra faccenda. Tenendo conto che le tue risorse stanno solo nelle tue mani, che non puoi fare alcun tipo di formazione che non sia “auto”, che non c’è tempo, che il tuo ruolo non è rivestito della corretta autorità per fronteggiare gli ostacoli idioti, che tutto è sempre urgente, che chiunque può chiamarti per qualsiasi cosa … la vita di chi si occupa(va) di IT nelle PMI Italiane non è sempre facilissima.

Ogni persona che incontro, puntualmente, mi guarda un po’ … e mi dice “tu si che ci trattavi bene”; ho sempre cercato di ascoltare anche le persone, oltre l’esigenza aziendale, la loro comodità, la praticità, lo stress di interfacciarsi con una macchina che sentivano ostile. Di rendere moderno ciò che non lo era, con quelle quattro stronzate che avevo io e senza una formazione che andasse oltre l’autoformazione di un nerdino anni 80 (classe 74). Eppure oggi tutti si scontrano con la dura realtà: nelle aziende grosse, come dicevo sempre loro, li sfanculano se va bene, altrimenti li ignorano e basta, e legnate sui denti se non muovi le chiappe comunque. Non è che puoi “chiamare il CED” (si usa dire, anche se non si tratta di CED) e rompere il cazzo. Devi motivare e se il motivo non è giudicato serio (certo non da te) oltre a non ricevere nulla ricevi un “smettila di rompere i coglioni”. Le apparecchiature sono ben oltre l’obsoleto. Io almeno avevo un sistema di “nonnismo controllato” che faceva scivolare le apparecchiature più vecchie verso i pivelli in modo che imparassero ad apprezzare le miglorie (prima fatica, poi meno fatica). Ogni cosa era pensata per salvare loro le chiappe: questo non accade sempre. Ogni dettaglio “impersonale” era, nei limiti della (mia) ragionevolezza, personalizzato.

Dalle ceneri di una grossa ditta è nata una micro azienda ed ho fatto recentemente una cena con queste persone: ci sono un milione di cose che sono come sono e chissenefrega, basta che funzioni. Ad ognuna di queste mi dicevano “eh, avremmo chiamato te, ma … non ci sei, ci manchi”. Si, penso io, ma vedi che funziona lo stesso? Pensa a quante puttanate potevate rinunciare. Pensa a quanto tempo avrei potuto dedicare a cose sostanziali. Pensa a quanto stress per cazzate avreste potuto risparmiarmi. Ma avevate il potere del popolo, quello di strepitare e rompere i coglioni così tanto che il reggente in carica, per motivi politici, preferisce farvi stare zitti che badare all’ordine delle vere priorità. Ora il reggente in carica è solo quello che ha due soldi e glieli vedete tirare fuori dalle tasche: sapete che non si può. Lo capite, vi adattate e cercate di capire cosa sia il nocciolo della questione. Ma io ve lo spiegavo, che quello che stavate chiedendo non era l’essenziale, l’indispensabile e che altrove vi sareste sognati di essere trattati coi guanti a quel modo.

Io che ho lungamente lavorato per l’indispensabile (preso per il culo da mio padre per anni, dato che in gioventù preparavo molte “intro” e poi un cazzo, ho imparato a fare solo la parte funzionale e POI tutto ciò che era interfaccia utente e trapping dell’errore) ho continuato a farlo, anche ora: faccio dell’informatica uno strumento come un martello, non sono un ingegnere. Ma automatizzo tutto quello che riesco e cerco di far fare ad una macchina ogni cosa che secondo me dovrebbe fare al posto mio.

Se poi non è rosa, non ha la suoneria carina, non è stiloso … ma io dormo mentre lui lavora… vedi un po’😉