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Shutterstock è stata fondata da un nerd. Quindi spesso tutti gli aspetti tecnologici (ed anche umanamente tecnologici) che spuntano qui e là come “dettagli” io li clicco con gioia e vado a vedere. Provano le cose e se le cose funzionano le usano. Spesso se è più conveniente che farsele, o anche semplicemente perché funziona ed è una buona idea.

Ad ogni modo Shutterstock si è esposta su GLASSDOOR. Ed è corretto dirlo: dovremmo sempre ricordarci che qualcuno “è su internet” e qualcuno “si espone”. E non nel senso che fa esposizione, ma che espone anche le parti morbide, non solo la corazzata del marketing coi buchi aspiraclienti per metter fuori le vendite. Quando uno si espone – soprattutto oggi che la comunicazione “social” è bidirezionale – si espone soprattutto alle critiche, alle domande, ai commenti. A non essere li per “dire”, ma per dialogare.

Quante volte avete pensato che voi, come dipendenti, siete sempre valutati e che voi non riuscite a trovare un posto dove si valuta l’azienda? Le recensioni. Ecco, mi da l’idea che Glassdoor sia appunto questo, anche se per ora ho dato uno sguardo veloce: ho poca fretta perché se prende piede tanto quanto LinkedIN in Italia, non serve affannarsi, visto che l’italiano non è nemmeno previsto e che la stessa Luxottica non si è mossa. Però presto andrò ad approfondire: lo vedo come un tripadvisor, per ora e mi aspetto che vengano fuori cause se chi si espone non ha già il culo così bello pulito che i dipendenti lo possano leccare senza troppa difficoltà pubblicamente. Quasi tutte aziende della new economy, 2.0, 3.0, tutti i puntozero che volete.

Però mi piace (cit).

Quindi vedremo, vi saprò dire che ne penso.