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(C) Raw Story 2015

Come si diventa persone sole?

Credo che ci siano diversi motivi per cui una persona possa finire con l’essere sola. A volte per colpa sua, a volte no. Ma forse voi di queste persone ne conoscete. Sapete che per quanto proviate compassione (in senso Buddhista ed etimologico ) ed empatia per il lato “solitudine” di quest’uomo o donna in cui proiettate la possibilità di essere voi … beh sapete anche qualcosa che vi fa dire “beh però è chiaro, se l’è sempre cercata”. Perché è la storia delle persone vecchie ad averle costruite. Non sono spuntati dal nulla ieri.

Abbiamo un bell’essere dispiaciuti per gli anziani, tante volte, senza ricordarci che sono semplicemente uomini – le cui caratteristiche sono quelle che dovremmo prendere in considerazione – sulle cui qualità e sopra i quali pregi il tempo è passato di più che per noi.

Sono sempre i coetanei di queste persone le migliori testimonianze. A volte senti i suoi migliori amici, i fratelli, i parenti: “è sempre stato uno stronzo”. Ecco… si spiega! Come mai è solo? Perché ha scelto di essere un coglione e col tempo gli altri si sono accorti che la vita è troppo breve per buttarla via con gli stronzi. Molte persone hanno scelto di essere così orgogliose nella propria testardaggine da fottersene degli altri. E allora cosa avrebbero dovuto fare? Leccare il culo al mondo pur di non stare soli? Forse che “leccare il culo” è l’unica possibilità caro il mio vecchio stronzo? Forse non è che 50 volte su 100 NON hai ragione, te ne accorgi, ma sei troppo stronzo per piegare la testa, sorridere, dire “hai ragione” al tuo vecchio amico, alla tua vecchia morosa che ormai non c’è più, a tua madre di 100 anni fa… a quell’impiegato che avevi … Eh? Vecchio di merda ci sei diventato da solo. Vecchio no. Ma la caratteristica che ti ha reso solo non è la vecchiaia. I vecchi che sono state persone amabili, sono – appunto – amabili.

Io sono un solitario, lo sono sempre stato, e soffro molto della mia solitudine anche se sono certamente la prima causa della mia solitudine. Sono io il primo ad essere selettivo. Le chiacchiere della quotidianità mi annoiano. Posso dare la colpa al mondo?

Ma alcune persone perdono i propri cari uno ad uno. Perdono gli amici, i parenti. Piano piano.

Molte persone sono state e continuano fino all’ultimo giorno, ad essere cortesi, modeste, riservate, calme ed EDUCATE. Altre sono sempre state prepotenti, impazienti, prevaricatrici, razziste, sessiste. Ecco, il loro mondo non esiste più. Pagano la velocità con cui la prevaricazione di genere e di classe è stata spazzata via dal costume popolare, rimanendo solo all’interno del mondo lavorativo. Ma fuori… fuori il loro ambiente è morto. Possiamo considerarlo o meno. Possiamo anche solo osservare il perché, risponderci, quindi comportarci ognuno in modo diverso.

Come i bambini sono “piccole persone”, così i vecchi sono solo “persone vecchie”.

La riflessione mi è nata pensando a Selvaggia Lucarelli che “denuncia” il listino prezzi di MediaWorld, della quale evidentemente lei non è né proprietaria né azionista, e che a suo dire ha un listino da sanguisughe che sfrutta gli anziani soli e via lacrimando.

Certo, mica paga lei.

Ironizza che ora lei chiederà 10 euro a sua madre per installare Whatsapp. Ma tua madre, cara Selvaggia, ti ha insegnato a pulirti il culo, in un momento in cui da pochissimo distinguevi l’inspirare aria dallo sbavare. Lei era li quando le pisciavi addosso. Quando le hai stretto così forte i capezzoli per nutrirti da farle male. Ora TU, A LEI, e SOLO A LEI (e a tuo padre, forse) puoi ricambiare anche se ti chiedono ottanta volte al giorno una stronzata. Tu lo hai fatto per tanti, tanti, tantissimi anni, ogni giorno. Sei stata fastidiosa, insistente, cocciuta, maleducata, antipatica, capricciosa. E i tuoi erano li, gratis, a darti un servizio personalizzato di training, education, coaching, finanziamento agevolato totale, psicologia basic, trasporto, consulenza, intrattenimento e svariati altri servizi che quando li fa tua madre o tuo padre sono solo “fare il genitore”. Se sono I TUOI genitori, non ricambierai mai abbastanza.

Ma se fai un lavoro, chiunque ti interrompa per più di un minuto per una cosa qualsiasi che non sia una vendita, va valutato come un costo. Tu costi. Chi ti paga sborsa il doppio di quello che tu percepisci. Per lui il tempo che tu gentilmente regaleresti (ma fuori dall’orario di lavoro sei libera di farlo il volontariato, anche per tutte le ore che avresti regalato mentre pagava un altro, oppure farti scalare quei costi sullo stipendio) è un costo. Ed è direttamente proporzionale a quanto tu desideri prendere all’ora. E’ facile, quando paga un altro, dargli dello stronzo perché non paga i suoi dipendenti per fare volontariato a sue spese alle “persone sole” (che però nonostante abbiano insegnato a TE a leggere, ora non leggano mai le istruzioni).

Ma quelle persone sole, come mai sono sole? Questo mi sono chiesto. Mio padre è un rompicoglioni. Mentre gli spiego le cose (e vi assicuro che gliene spiego) ha sempre un fantastiliardo di critiche ed obiezioni del cazzo da fare. E questo per quanto sia perfettamente legittimo nell’ambito della libertà di espressione ha comunque una ripercussione sulla MIA libertà di essere sereno. Oltre tutto aumenta del 2000% il tempo necessario a qualsiasi stronzata che avrebbe potuto leggere ma non legge. Se poi la legge si incazza con me (?) perché non si capisce bene. Su questo posso essere d’accordo, ma si contatta il servizio clienti e si dice “il manuale fa schifo”. Io non sono il servizio assistenza. Io sono tuo figlio e sono già qui e ti spiego. Ma appunto: quanto mi sono pisciato addosso eri li. Quando però avevo paura di cose che non sapevo fare io mi ricordo come rispondevi. Quindi non cerchiamo di essere troppo melensi. Questa generazione di vecchi è quella che ha fatto la naja, quella “con la schiena dritta” … che ha fatto la guerra, che voi giovani, che comportati da uomo. Io tengo presente quando mi pisciavo sotto. Sono qui per quando succederà a te, papà. Non ti mollerò quando sarai come ero io quando non potevo connettere. Ma da quando posso connettere… piccola persona ha sempre sentito (to feel).

Mia zia. Mia zia è sempre stata una stronza puttana bastarda. Me la ricordo quando io avevo 10 anni e mi fa “sai sistemare la stampante?”. E io : boh, ci provo. Vi ricordo che negli anni 80 le stampanti non erano come oggi. Era un tantino più complicato. Ma sempre, oggi come allora, quando tu ci provi, serve tempo, analizzare il problema, tentativo ed errore. Sempre così. Dopo un po’ scazzata, con la voce tremula per il nervoso mi scosta in malomodo (senza comunque risolvere) esclamando “se non sai un cazzo lascia perdere, no?”. Cioé faccio come te, zia? Se non so, non ci provo nemmeno e resto col problema. Non guardo. Devo sapere e basta? Oggi mia zia è sola. Quando i figli vanno a lavorare LONTANO dovete sempre pensare che il motivo principale è che vogliono stare così lontano da voi da avere un ottimo motivo per non venirvi a salvare il culo quando sarete seriamente nella merda. Mia cugina è in Spagna. Mio cugino è a 500 km di distanza. Lei è comunque sempre una biscia antipatica. Quando andavo a trovare mia cugina mi apriva la porta con “cosa ti serve oggi?”. Non mi serviva un cazzo zia, stavo bene con mia cugina, nonostante te. Ridevamo, giocavamo. E se mia madre accettava i vestiti usati io non c’entravo. Troia. Hai reso così infelice mio zio, un uomo intelligente, troppo sensibile e fragile, che si è buttato nell’alcol. Quando gli chiesi “perché zio?” – lui mi disse “non ho il coraggio di ammazzarmi … lo faccio piano piano”. Quindi oggi mia zia è sola. Lo zio è morto di tumore DOPO essere guarito dall’alcolismo. Ma lui amici ne trovava ovunque. Lo amavano tutti. Sconosciuti. Non era solo. Era solo solamente perché tu, troia, gli mancavi nonostante tutto. Ma per tutto il resto era sereno, in pace. Oggi mia zia è sola e chi chiama per le sue merde di foto che non trova tra le stronzate di facebook e del cellulare? Chiama me. Mica i suoi figli che sono andati lontano. Non legge il manuale. Vuole che io le spieghi. Ma io non le spiego un cazzo. Mai, in un solo momento della vita, quella donna ha meritato un solo microscopico goccio di compassione da parte mia. Quando penso a me stesso vecchio cerco di pensare a lei: oggi come allora vorrò un rapido veleno per morire. Se sarò così insopportabile da aver allontanato tutti durante tutta la mia vita perché mai da vecchio qualcuno dovrebbe trovarmi meno coglione ed antipatico?

Mia sorella. Mia sorella è insopportabile: ogni volta che esce dallo status di zitella non riesco a capacitarmi che un pover’uomo possa sinceramente desiderare di passare il proprio tempo libero con una così. Sarà che proprio non me la posso immaginare a scopare e quindi questo aspetto mi pare impossibile. Ma molte cose del suo atteggiamento lasciano intendere che non sia proprio di suo grande interesse. Rimane l’aspetto “elitario” del suo atteggiamento. Cagacazzi e palo in culo potremmo dire? Mah, lo potremmo dire pure a me. Ma infatti mica posso dire che non so come mai sono solo. Comunque è prepotente e pigra. La cosa spunta fuori dopo un po’ che il lato superficiale dell’educazione formale lascia il posto alla sciatta quotidianità. Si interessa di cose tristi e noiose che però potrebbero essere condivise da persone … che lei poi trova tristi e noiose. E’ molto hippy e poco scientifica pur partendo da un background intellettuale in cui o sei un letterato oppure sei uno scienziato: e ovviamente gli scienziati – educati – fanno un sorrisetto e poi si allontanano. Per il resto è una donna che vuole farsi fare le cose. E’ invadente, è spesso antipatica, è goffa, prepotente e ingiusta (le regole valgono solo per gli altri) ed ha un’ansia talmente contagiosa che se sei sensibile muori, se sei insensibile la prendi sottogamba non considerando che ha un fondo di verità il suo classico “al lupo”. Non credo che resterà completamente sola. Credo che tra vecchiette e tisane si aiuteranno. Non credo che riuscirà a tenersi un uomo per più di tre anni, mai. Scassa troppo il cazzo. Ma mi piacerebbe sapere che cosa fa di buono: sono certo che possa fare molto di buono. Io però le ho sempre visto rompere i coglioni e quindi non sono la persona giusta per individuare il lato positivo. Diciamo che se per caso fosse una vecchia sola, saprei il perché. Perché per tutta la vita è stata una rompicoglioni prepotente passivo aggressiva, parecchio noiosa per el pueblo e chissà … forse l’elite avrà qualche altro motivo per non cagarsela. Si vede che sono tutti troppo elite e quindi la cosa si spiega da sola.

Mia madre. Mia madre è una santa donna. Ma è anche un po’ ottusa. Quindi se serve spiegarle come fare una cosa io gliela spiego. Gliela scrivo. Gliela rispiego, gliela riscrivo. Non ho nessun problema. Ma se si rifiuta di fare quello che le ho detto per ottenere lo scopo che lei desidera ottenere… io un po’ mi incazzo. Se non mette in carica il cellulare… se non lo accende. Se dice che fa fatica a camminare ma mette il cordless sulla base invece che tenerselo in tasca. Mi incazzo un po’. Ma non tanto. Perché lei non ci ha mai messo cattiveria, ostinazione, orgoglio (non confondiamolo con l’amor proprio eh). Ci ragiono anche. Quando però raggiungiamo il limite di comprensibilità io ho imparato (e poi ho scoperto che mio zio – suo fratello – aveva fatto lo stesso percorso) che il coglione sono io: perché io capisco che lei non capisce. Lei no. E quindi il coglione che insiste sono io: perché so di sapere e so che lei non capisce. Quindi insistere è consapevolmente colpevole. Ma mia madre non farebbe mai perdere tempo al tipo al mediaworld. Anche se lei ha insegnato ai bambini. La pagavano per farlo. Poi non la pagavano quando volontariamente dava ripetizioni senza farsi pagare. Poi non la pagavano quando lo faceva per “dottrina” (catechismo). Eppure il valore del tempo tolto ai suoi impegni personali lo conosceva. Ma non se l’è mai fatto pagare. Quindi ecco che un bel

DIPENDE

va sempre considerato.

Mio fratello. Mio fratello se va al mediaworld glielo spiega lui come cazzo funziona tutto. Lui il manuale se lo legge. Se è solo è perchè anche lui è un po’ prepotente. Il giusto. Il giusto perché uno se ne accorga e dica: hai tante buone caratteristiche, ma mi fai sentire umiliat/o/a per sentirti meglio tu. Ha un amico d’infanzia. Nonostante tutto si sopportano entrambi. Ma è proprio questo che diciamo: quando NON ci sarà più quello che ti sopporta sarai un vecchio solo? Non lo so. Lui socializza facilmente. Ma probabilmente superficialmente. E coi parenti? Boh… per ora so che non fa un cazzo per guadagnarsi la pagnotta. Non ci prova. Comunque diciamo che non me lo vedo ad essere il vecchio che va al mediaworld a rompere il cazzo perché RTFM è il suo credo.

Ma è semplice. Se io, che non sono un vecchietto, vado da mediaworld, mi fanno pagare, tanto come ad un vecchio. Che io sia solo o meno non dipende da MediaWorld. Dipende da me, dalla mia condotta durante ogni giorno della vita. Se sono uno stronzo devo essere più autosufficiente. In ogni cosa. Non posso permettermi di essere pigro, come ogni cazzo di montanaro sa benissimo. Se vuoi essere un orso te la devi cavare da solo: devi saper cacciare, fare legna, costruire le cose. Allora puoi permetterti di essere asociale. Se io entro da MediaWorld e non c’è il manuale in italiano nella scatoletta di quello che ho comprato, io ho dalla mia parte la legge: gli faccio un culo quadrato. E non lo faccio al dipendente. Parlo col dipendente, ma è sempre con MediaWorld o chi per lei che io ho a che fare. E MediaWorld e tutta la sua catena gerarchica pagheranno lo scotto di aver ignorato una caratteristica di un prodotto. Se però un dipendente si fermerà con ME a spiegarmi qualcosa che dovrei arrangiarmi a fare sarebbe sensato che il signor MediaWorld dicesse: hai fatto cose diverse dal lavorare (volontariato) per 35 minuti: te li defalco dallo stipendio. Signore, lei invece, la prego di non impedire più al mio dipendente di fare il suo lavoro che consiste nel fornire un servizio a pagamento ai clienti: uno di vendita, gli altri di consulenza.

E’ vero, siamo una società. Se un bambino si perde lo prendiamo per mano e cerchiamo di aiutarlo. Ma fino ad un certo punto. Poi c’è il nostro di bambino da andare a prendere all’asilo. Altrimenti qualcun’altro dovrà fare quello che non abbiamo fatto noi.

Come leggere il cazzo di manuale. Ricordatevi sempre: noi, dentro di noi, siamo una persona. Siamo quella stessa persona anche quando ci faranno male i legamenti, le ginocchia, le giunture. La nostra storia e le nostre scelte le avremo fatte prima: quello è il motivo per cui siamo o non siamo soli, si solito.

Se hai scassato il cazzo a tutti, quando i 3 che ti sopportavano muoiono, non avrai tanti altri a sorriderti. Perché hai scassato il cazzo. Ecco perché sei solo. Anche se hai pagato tutto. Forse dovevi pagare perché altrimenti non ti aiutava nessuno.

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