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sOla.

Cari amici della CGIL, due secondi fa sono andato a vedere il vostro sito. Ho guardato la home, letto alcuni messaggi e verificato in pochi istanti la contraddizione con la realtà: il silenzio assordante della mancanza della parola “CONTATTACI”. Una delle cose che senti di più quanto sei solo è la mancanza di dialogo. Quindi in realtà li lasciate proprio soli, altro che.

Dovreste fare lavorare qualcuno (ohibò) per parlare con la gente. Quando è la gente che  ve lo chiede, non quando volete voi. Un bel “contattaci”, una sezione chat (esistono mille servizi già pronti), qualcosa che dimostri che non siete l’espresione monodirezionale di una vecchia e mai aggiornata ideologia, ma di una buona idea che però si aggiorna tenendo conto di ciò che ha sbagliato in passato e soprattutto – proprio sopra ogni cosa – che con la tecnologia intende AUMENTARE l’ascolto e il dialogo con le persone che dichiara di voler servire. 

Dove sta “contattaci” sul vostro sito? Mettetecelo. E rispondete, trovate il modo, i mille modi per far ENTRARE le disperate richieste e le mille PROPOSTE che potrebbe avere la gente che lavora, lavorava, lavorerà, vorrebbe lavorare. Avete mollato l’osso quando sono apparse le agenzie interinali. Come avete potuto? Come potete rispondere facendo spallucce e dire “eh… ormai”. Le agenzie di collocamento E MASSIMA OCCUPAZIONE si chiamavano, vi ricordate?

Quando vengo nei vostri uffici (ok, ormai non più) mi sento sempre in fila per la mensa dei frati, come mai? Possibile? Anche l’aspetto psicologico e soprattutto l’atteggiamento non più paritario con la gente è terribile. Noi per voi, noi come voi. Non: attenda fuori la chiamiameremo. Lo so che ci sono aspetti operativi. Ma guardatevi da fuori e vi renderete conto che non sono le panze o gli abiti sdruciti a fare la peggio figura, ma le continue pause caffé mentre la gente aspetta magari col bambino in braccio, oppure la sensazione che ha la gente di sé stessa quando si trova in fila da voi: è vostra questa responsabilità. Anche i poveri quando si siedono in un posto di classe si sentono di classe. Persino i negozi di equo-e-solidale hanno capito che fare i pezzenti non è vincente. La povertà di oggi non è miseria. I miseri producono per i poveri, cosicché la decenza, dalle nostre parti, è raggiungibile da chiunque. Un consulente d’immagine non dovrebbe farvi troppo schifo.

Ma quello che dovete fare, più di tutto, è RI SPON DE RE. Mettere un contattaci, mettere i numeri di telefono e dietro quei contatti METTERCI PERSONE che siano preparate, che rispondano, che ascoltino, che trasmettano, che trasferiscano informazioni, che classifichino i feedback, che rendano UTILE tutto questo comunicare.

Il vostro sito forse fornisce molte informazioni (bene, non smettete). Ma non lo fanno le persone: questo deve cambiare.