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La risposta è aspettative. Immagino.

Ascoltavo l’appena giunto e spacchettato “Figgatta de blanc“; ho deciso di rimanere a casa e farmi da mangiare quel che capitava mentre lo ascoltavo con attenzione (come piace fare a me con i dischi … “come una volta”) a volume sostenuto.

Ad un certo punto la musica di “inquisizione” (brano n.9) ha decisamente spaccato il culo ai passeri (cit). La sezione ritmica era travolgente e basta: non era un’invenzione di un genere musicale ma chi ha detto che doveva esserlo? Era un bellissimo pezzo e invece di essere triste per il tempo uggioso mi sono sorpreso a godere dell’energia e di quanto trascinava. Stereo a manetta e ripetizioni.

Poi sono rimasto sorpreso nell’accorgermi che quella voce che sentivo cantare in un altro pezzo non mi era nuova… ma dovete capire che io ho scoperto il Banco del Mutuo Soccorso solo da poco meno di un anno. E via così, cose belle.

Scrivo su FB che qualsiasi bassista dovrebbe ascoltare Inquisizione e goderne a fiotti. Dopo qualche battuta con un mio amico sul trovarsi fuori dal tiro, arriva uno che “si però la critica lo ha stroncato”.

“Ma a me che cazzo me ne frega?” era la prima cosa che ho pensato. Ma già questa pisciata sul pavimento lucido ha rovinato il momento. Ma il sapore generale era quello: voglia di rovinare qualcosa. In effetti mentre mi ascoltavo il mio pezzo godurioso ero tranquillo e ascoltavo quello che mi piaceva: e stop. Ho fatto il pubblico. Poi con questo nuovo incentivo rompicoglioni sono andato a ricercare un po’ di recensioni ed in effetti le ho trovate abbastanza tristi e mosce proprio come loro trovano Elio degli ultimi album. E ok, l’album biango non mi ha fatto saltare per aria dalla gioia e soprattutto (cit) “non mi ha fatto ridere”. Ma prima di leggere quelle stracazzo di recensioni non mi sembrava così male … e rileggendole ho visto che si tratta di aspettative, di chiedere di più a qualcuno che dà già molto perché TU vuoi di più, come un collezionista, come un serial killer.

Senza dubbio non hanno torto: Elio di una volta era così dirompente che le battute dei primi album sono diventate tutte da citare nella quotidianità di chi era li in quel momento, da allora ad oggi. E si, è vero, sono invecchiati. Però io se uno a 20 anni suona come Faso e Meyer non è che sto li a guardare quanti anni ha: sento della buona musica che spacca i culi. Forse in effetti Elio e le Storie Tese sono vittima di un tipo di critico che è fatto esattamente come loro.

Però perché devi partire con un’aspettativa? Perché non partire dicendo solo: com’è quello che sto ascoltando? Se quello che cerchi è se ti fa o non ti fa ridere, d’accordo. Ma se cerchi della buona musica e la trovi: perché devi dire “si ma l’ha già fatta qualcun altro” ? Non sono certo scopiazzature: sono caratteristiche di genere e loro sono sia autori di brani inediti, che interpreti virtuosi. Ma il punto è che i brani sono ottimi. E basta. Cioé mentre li ascolti e non devi fare vedere quante ne sai…

Bah, che vi devo dire. Mi hanno rovinato la festa. E so bene che c’è chi ride se rovina una festa che non piace a lui. Ma guardatelo bene un secondo prima che rovini la festa: prima tutti si divertivano e lui era l’unico che non si divertiva.