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Ho assistito alla presentazione del libro di Giovanni Gastel. Su internet sembrava una persona modesta e gentile. In effetti “umile” non si vedeva. E’ comunque molto aperto e disponibile: secondo quanto pontifica Settimio Benedusi, ad esempio, sono tot punti in meno perché posta su facebook e addirittura con i dati di scatto. Ma poi l’ho visto fuori all’angolo proprio con lui. Chissà se Benedusi lo considera un non-fotografo per questo e poi fanno comarò. Ma in effetti fare comarò non significa nulla. Resta invece l’encomiabile ed apprezzatissima attitudine a condividere questa conoscenza col pubblico: non smetterò mai di apprezzare questo aspetto.
Ad ogni modo: le stampe presenti – aspettativa mia, sia ben chiaro – sembravano stampate su carta da stampante della Feltrinelli … anche se in effetti poi a guardar bene sembrava forex da 2 mm … ma la stampa non sembrava di qualità. Forse, dico forse, Gastel se ne sbatte perché lui presentava un libro, non esponeva. Esporrà al palazzo del bla e bla (roba extralusso, curata da personaggio extralusso). 
Ho invece ascoltato con attenzione ed interesse alcuni aneddoti divertenti … Rendendomi però conto che sotto l’apparente tranquillità del mezzo e dell’essere alla mano il messaggio sottinteso che ho percepito io era che tutta la sua importanza sembrava dover scaturire da “io conosco”.
Certo, simpatico l’aneddoto in cui lui, pivello sconosciuto, si trovava ad aspettare fuori dalla porta per parlare con Tizio importante della moda mentre questi litigava e mandava affanculo Oliviero Toscani che se ne andava dicendo “e vedremo come farete senza di me!!!”. Tizio rispondeva “prenderò su il primo stronzo che passa!!” e Gastel indicava se stesso che coglieva, ragazzo, l’occasione della vita. Risate.
Si ma lui era li.
E come mai era li? Perché non c’era un altro?
Perché lui conosceva, povera buona vecchia battona d’un’Italia, qualcuno. E lo conosceva perché era, almeno per metà, di famiglia nobile & ricca.
Saggi consigli e tante altre belle cose. Che però, mai, neanche per un istante, mi hanno tolto dalla mente che senza le conoscenze personali, familiari, non sarebbe stata la stessa cosa; questo senza nulla togliere alle abilità personali di Gastel.
Vendette la motocicletta per comprare le sue prime fotocamere per lavorare, dato che all’annuncio che avrebbe smesso di studiare per fare il fotografo suo padre gli tagliò i fondi.
Voi ce l’avete una motocicletta che, venduta, vi consente di acquistare due reflex professionali? E se ce l’avete e ve l’hanno regalata, siete alla pari con altri che non ce l’hanno?
Tutto qui. Cazzate eh.
Però.