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Pur convivendo felicemente con una donna, sono sostanzialmente uno zitello. Non ho la morosa. Non sono sposato. Dire che sono single fa figo, ma per guardare in faccia la realtà devi essere non politically-correct.

Dunque? Beh, ho contemplato l’idea di andare a puttane, naturalmente. Ma non sopporto letteralmente l’idea che qualcuno si faccia toccare da me per avere qualcosa in cambio. Fa sentire me una merda. Anche in questo caso lo dico quindi nel modo più schietto possibile: so che la prostituzione è un problema, ma esistono (le conosco) prostitute che non sono obbligate a farlo. Ciononostante soc he vogliono soldi, non vogliono me. Quindi si fa un po’ più fatica, ma le persone come me non sono poi così rare.

C’è proprio il sentirsi soli. Ma attraverso il mio lavoro ora ho conosciuto così tanta vita e vite che questo aspetto si sta calmando. Sembra quasi di essere tornati a scuola, nel lato sociale che la mia scuola e la quantità di tempo mi permetteva: scambiarsi vita, confrontarsi. Per me non è una esigenza scemata col tempo. Anzi. Forse si è un po’ esasperata perché quando frequenti una sola persona per la maggior parte del tempo non lavorativo può capitarti di avere ormai ben chiaro il suo punto di vista. Oppure può capitarti che non gliene freghi nulla di sviscerare questioni per te interessanti.

Quindi si, di tanto in tanto mi sento tremendamente solo, soprattutto se c’è un tempo di merda. Leggere ma non parlare di ciò che si legge non è sempre il massimo. E così per ogni altra forma di registrazione del pensiero sia inventato che ragionato.

Ho anche due gatte. Non hanno migliorato poi tanto la cosa: se sei depresso resti depresso. Però magari un pochino… a volte sono divertenti, quasi sempre sono affettuose. E di sicuro fanno quello che fanno gli amici: ti stanno vicino e basta, senza fare o dire qualcosa. Ma non nell’altra stanza.

Svolgo il mio lavoro con un po’ più di preoccupazione: sono solo. Anche solo sollevare una cosa lunga è un casino. Non faccio un lavoro di fatica, ma talvolta è necessario. Persino le istruzioni dell’Ikea, prima pagina, mi ricordano che non dovrei essere socialmente uno sfigato.

Posso però fare un sacco di cose. Il punto è lo stato d’animo. E a volte ce la faccio tranquillamente: prendo, vado, faccio. Ovunque, in qualsiasi momento. Ragionevolmente, ovvio🙂