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Quanto costa aprire uno studio fotografico? Vi do alcune indicazioni, non tutte, perché tutte non le ho, per ora. E sia chiaro, io non parlo di un NEGOZIO o di uno studio al pubblico con la vetrina e la gente che entra, ma di una SALA DI POSA. Se sei un fotografo conosci la differenza.

Beh, vi posso dire che di attrezzatura stiamo attorno ai 20.000 per stare sulla decenza, comprando bene, stando un po’ attenti. Questo, da fotoamatori, potete farlo in anni di sacrifici, facendo un altro lavoro. O almeno… avreste potuto farlo con un lavoro fisso.

Partita Iva: i costi di gestione di una partita iva e tutto il correlato (che è il problema più grande). Se avete modo legale di farne a meno: fatelo. Se avete un commercialista o un avvocato con i controcoglioni e soprattutto informato, non è detto che non ci sia la vostra via. Perché? Perché anche se è vero che “la partita iva non costa niente”, non è vero un cazzo. Ci sono decine di obblighi costosissimi, in cui tu DEVI giustificare la tua attività: ad esempio quando NON guadagni soldi, oppure solo perché hai dell’attrezzatura. Oppure devi anticipare dei soldi che non hai. Tutte cose che potete sentire da un tizio qualsiasi che fa un lavoro qualsiasi: ve le sciorinerà con dovizia di particolari essendo l’argomento di gran parte dell’Italia che sta ancora lavorando. Una parte che non lo sta più facendo la conosce ancora meglio: è il motivo che li ha fatti chiudere.

COSTI FISSI

Affitto.

Ringraziate iddio anche solo di riuscire a trovare il locale giusto. Un minimo di 60 MQ completamente sgombri da colonne, alto almeno 3 metri, con il bagno decente. Il problema è che nessuno ve lo affitterà a meno di 350 euro. Piuttosto di affittare a meno di quello che vogliono muoiono. Preferiscono niente a poco. Se ce la fate (perché cristodiddio ve lo dico io, insistendo si riesce) cercate di stare nei 100 di solo affitto (senza sorprese, senza spese condominiali eccetera). Tanto per aprire dovrete sicuramente fare dei lavori. Vedete sotto le voci riscaldamento e corrente.

Corrente.

E’ possibile farcela con 2 euro al giorno quando lavorate. Quando non lavorate staccate tutto lo staccabile. Se avete un amico elettricista cercate di installare un misuratore APPENA DOPO il contatore. VOI DOVETE sapere quanto cazzo consumate. Non siete più dei fotografi: siete imprenditori: entrate ed uscite. Tutto qui. Se chi vi affitta/ospita capisce, con 50 euro aggiuntivi (150 in tutto) voi siete a posto.

Acqua, immondizie.

Dipende dal vostro comune. Io vi suggerisco di limitare, di fare la separata come in casa e se riuscite portate a casa. Poi niente: vedete che fare col vostro comune. L’acqua vi serve per lo sciacquone e per lavarvi le mani. Io ho lavorato nello studio altrui per due anni e non c’era l’acqua calda. Vedete un po’: si può fare.

Riscaldamento.

Io vivo dove fa molto freddo. Per cui non posso trascurare questo fattore. Ma il riscaldamento è appunto uno di quei costi fissi che uccide le attività nel nord. Il riscaldamento deve essere quindi prevedibile. Io quindi mi organizzo SENZA riscaldamento e uso solo delle stufe: se ho i soldi per il carburante si va, altrimenti non si va. Se dovete accendere delle stufette elettriche vi consiglio di calcolare 1 euro ogni 5 minuti, che sia vero o meno. Così la smettete subito.

Irpef e compagnia bella.

Di solito quando si fa il calcolo di quanto si porta via lo stato, bisogna stare sul 35% di quello che vi è entrato. Non è vero che si prende la metà. Ma dovete calcolare che si prenda la metà fino a che non sono passati DUE ANNI. Allora riuscirete davvero a fare i conti giusti. E i conti… fateli: segnatevi anche i caffé, le penne, la carta igienica. Ogni cosa. Non sto scherzando. Dimenticatevi che la parte difficile sia la tecnica fotografica. Certo, quella di studio si … ma restare vivi in Italia è la parte difficile.

Non vi ho citato: trucco e parrucco (o come va di moda e fa fico, MUA e HS), modelli e modelle, assistente, props, elementi di scena variabili (strutture da costruire), IT (hardware e software, internet, storage), telefonia, carburante, PR, cibaria per la gente che sta in studio, roba per le pulizie. Se poi volete proprio anche mangiare a pranzo e cena, siete proprio dei viziati, ma vi consiglio seriamente di controllare molto il costo dei pasti durante il tempo lavorativo. Qualsiasi pasto.

Se dovete rispondere alla domanda secca di un investitore sullo stile “quanto ti serve per partire entro due settimane?” : cinquantamila.