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La vita può sembrare normale.

joy

Chi sa che prendo dei farmaci fa supposizioni su cose che non capisce; e forse questa è una delle cose che mi sembrano più seccanti. Ci sono casi in cui io non provo emozioni e me ne stupisco, ma so cosa fa il mio farmaco: non inibisce i sentimenti … semplicemente argina “i fiumi in piena” e non mi fa provare ansia … il che è di gran lunga differente dal godere di un’opera musicale senza scatenarmi, anche se mi piace davvero molto – qualcuno dice “saranno i farmaci!” ; ci sono casi in cui semplicemente in certe ore della giornata il mio viso è più gonfio e mi fa cagare, mentre in altre ore della giornata sono più sfinato e non mi cago tanto in testa per questo – “saranno i farmaci” dice qualcuno – ma la cosa mi succedeva anche prima.

Ma quello che so io è … peggio. Io so che il momento di vita in cui sono perfettamente lucido, ovvero non soffro, non mi sento una merda, non sento che è tutto inutile, e riesco a progettare una cosa qualsiasi …  è una finestra di tempo microscopica. Perché l’altro lato di questo pendolo che oscilla è la sonnolenza.

Così ,in quella breve finestra di tempo, devo sperare di non essere in macchina o fuori casa. Altrimenti quel momento di “superpowers” (normalità) me li gioco in “eh, potrei fare questo! Ora vado!!!” e quando arrivo la benza della vita è finita. Se ne riparlerà domani.

La cosa peggiore che so è che, costantemente, ogni giorno, ad un certo punto una sensazione da dentro mi dice molto forte “fai schifo”. Faccio schifo! Dici? Si. Si è vero, faccio schifo. E allora qualsiasi cosa avessi preso in considerazione passa in secondo piano. Non c’è speranza. Se va bene, se si salva, la metto da parte. Magari chissà … magari non fa troppo schifo a qualcuno che sa come tirarla su … certo non io, vero?

E magari il giorno dopo non fa schifo affatto.

Ma per poco. Dopo poco … arriva che … che faccio schifo.

Lamentarsi non serve.

Allora scompaio per un po’.

Cerco di non-esistere.