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ATTENZIONE: questo articolo contiene scurrilità gratuite.

Non parlo di un’azienda in particolare, come non serve una persona in particolare per parlare di linguaggio del corpo. Questo è il linguaggio del corpo dell’azienda.

Sapete tutti che è possibile valutare un ristorante o chi tratta di accoglienza e somministrazione dal cesso: se il cesso è pulito, impeccabile – SEMPRE – allora difficilmente ti verranno dubbi sullo stato di pulizia della cucina. Se un posto dove è OVVIO che sarà sporco e dove il cliente sicuramente andrà e NON ci badi, significa che il tuo stato mentale è quello dello zozzone, del pigro, di quello che se ne sbatte i coglioni di quello che sente il cliente. Potrai dare mille spiegazioni o scuse per dire che non è vero, ma se il cesso è puilto – SEMPRE – difficilmente la cucina è sporca.

E un’azienda? Beh, anche andare in un cesso qualsiasi dell’azienda – qualsiasi azienda – la dice lunga sulla forma mentis della proprietà e del management. Se ti manca la carta, il sapone, qualcosa per asciugarti le mani, l’acqua è solo fredda, il posto è squallido e sporco: l’azienda si è qualificata. E’ come avere il buco del culo sporco. C’è poco da fare: sei uno che non si fa il bidet. Ma andiamo oltre.

Come risponde a telefono. La qualità tecnica del servizio voce, oggi, è un optional. Il voip fa risparmiare. Il voip si appoggia al collegamento ad internet. La gestione di tutta la catena di servizio e qualità che serve a compiere una semplice telefonata in questo tipo di ambiente complesso diventa una precisa scelta. Perché una bella chiamata in PSTN normale già funziona. Si sente. Si sente BENE. Non devo chiedermi se sono io, se sei tu, se è il cellulare, se sono sordo, se tu sei sordo, se io farfuglio o tu parli troppo piano, se è il volume in entrata o in uscita, se non hai il QoS, se la tua linea lagga, se il codec usato dal mio hardware ha problemi con il carrier del VOIP, se non stai facendo traffic shaping correttamente o se non è sufficiente … qualsiasi cosa –> NON. Quindi evviva la tecnologia, ma a qualità monitorata. Se non è almeno come skype quando tutto va bene, allora hai un problema. E qui parliamo solo del fatto che “si senta la voce”.

Quindi: si sente sempre male? iniziate a tirare su le orecchie: l’azienda se ne sbatte i coglioni se si sente male. Ha valutato la sua priorità: non siete voi (che siate clienti o che siate dipendenti).

In quanto tempo risponde, in che lingua ti risponde, con che proprietà di linguaggio, con che competenza rispetto all’argomento trattato, se ti fa perdere tempo con menù e sottomenù che non siano estremamente chiari e rimbalzi e musichette e soprattutto se non ti fa parlare con esseri umani. Questo è fondamentale: se proprio NON RIESCI a prendere contatto con un essere umano in circa 20 secondi (max 30), allora hai un problema. Cerca di non avere più a che fare con quell’azienda: umanamente (e tu non sei un alieno, sei un umano) fa schifo: non prende in considerazione azioni correttive ad una grave mancanza nella comunicazione con le persone. Possono essere clienti (quindi MALISSIMO) e possono essere dipendenti: non fatevi ingannare: per l’azienda il dipendente e il cliente vengono trattati all’incirca allo stesso modo, se hanno la forma mentis sbagliata: non devono rompere i coglioni. Se questa è la considerazione che sentite spurgare dal modo in cui l’azienda vi risponde a telefono, non pensate di essere in mala fede: il suo front office, la sua faccia è il suo primo biglietto da visita. Certo, potrebbe essere un’azienda che risolve ogni cosa via e-mail (e per qualcuno questo è preferibile) ma… voi avete capito. Quando dovrete parlare a quattr’occhi: UN CAZZO.

Il parcheggio dei dipendenti. Forse non ve l’aspettavate questa, eh? Eppure… Il parcheggio dei dipendenti PARLA. Guardate i Simpson: già mi devo fare X ore di traffico da sottrarre alla mia vita, alla mia attività, al mio lavoro per arrivare da te… e trovo parcheggio a 2KM dalla porta d’entrata? E se piove o grandina? E se fa un sole patocco e quando torno è un forno? E se l’ho previsto e lascio aperti i finestrini e poi piove e io tiro giù i santi e la madonna e il Signore mi punisce con la dermatite alla cappella?

Lasciamo perdere le megaditte. L’azienda Italiana se va bene è una PMI … diciamo una cosa sugli 80 dipendenti? Bene. Zona industriale: c’è il capannone, ci sono 5 parcheggi fuori con scritto : RISERVATO AI CLIENTI e basta. Guardi dentro: c’è solo il capannone, lo spazio per far muovere il muletto e da ogni angolazione NON ci sono parcheggi, tranne 5, tutti occupati da BMW, Mercedes e Aston Martin. Sicuramente sono quelle dei dipendenti, perché il capo viene in monopattino, vero?

Allora guardatevi intorno: da qualche parte, non troppo lontano, ci sarà una catasta di auto ammucchiate in un cazzo di angolo al limite del divieto di sosta, della denuncia, dei casini in stile lite condominiale con le auto dei dipendenti. Lo capirete subito: avranno tutti fatto il possibile per arrivare al “posto migliore” dove c’è fango, erba, calcinacci e immondizia… rischiando di rigare l’auto di qualcuno o di dare fastidio al veterano della zona. Od osando sfidare tale autorità (che ardire, che audacia!). Questi poveri bastardi ovviamente incorreranno in tutte quelle stronzate che vi ho scritto sopra.

Pensateci bene: quando un’azienda vi accoglie con un parcheggio coperto anche solo con delle T e la rete … non vi fa schifo vero? C’è un po’ d’ombra e sicuramente sarete protetti dalla grandine: niente male! Due dei danni più grossi sono già fatti fuori. E se vi protegge l’auto anche dalla pioggia, con una tettoia, allora è davvero un piacere: sapete che qualcuno ha pensato alle persone. Perché le auto sono delle persone che le guidano: che siano clienti o dipendenti. Per questo avere un parcheggio che va bene PER TUTTI (non per i clienti OPPURE per i dipendenti o i dirigenti) , con i posti chiaramente segnati a terra, in numero adeguato e con le tettoie, fa capire subito che c’è attenzione per gli interlocutori: chi guida quell’azienda guida un’auto e non se ne dimentica quando si tratta di quella di clienti e dipendenti. Non è un egoista. E’ un egoista moderato, che come tutti fa il proprio interesse, ma non a discapito degli altri: non cerca per forza di fotterti e incularti senza il tuo consenso.

Per cui, per quanto sembrino cortesi ed incravattati, prima di guardare se parlano in markettaro e hanno il sito internette e fesbùkkano per bene: telefonata e giro a vedere il parcheggio. Very simple.