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vintage bullshit

Io lavoro a casa. La sala di posa ovviamente non è in casa, ma nel mio lavoro la quantità di azione richiesta per arrivare al risultato si svolge per circa il 15-20% “sul campo”. Per il resto: computer.

Quindi lavoro in casa, sto qui. Apprezzo molto il poter appoggiare le chiappe sul divano, se voglio. Quando sono diventate quadrate sulla sedia … posso dire: vai sul morbido. E siccome ho precisissime immagini stampate a fuoco nel tempo di situazioni in cui avrei pagato per poterlo fare… o momenti in cui hai botte di sonno e ti sdraieresti anche a terra … e sono a casa e se voglio fare un pisolo lo faccio e basta, tanto sono io che poi devo continuare il lavoro … apprezzo.

Certo non apprezzo un cazzo che adesso si è scassata la macchina e se per caso fossi così pazzo da entrare presso un concessionario tutti riderebbero a crepapelle: o sei dipendente a tempo indeterminato, per giunta, o devi avere il malloppo. Non esiste finanziamento per il lavoratore autonomo. 

Comunque in pratica sembro un casalingo … io vivo con la mia ex, quindi a vederci siamo come marito e moglie. Abbiamo sempre lavorato, quindi ci ha sempre fatto una sega chi diceva “io faccio la casalinga (casalingo / papà / mamma) , è un lavoro”. E graziealcazzo. Noi facciamo TUTTO quello che fa una casalinga E in più LAVORIAMO. Perché se io pulisco i calzini, quello che viene fuori è spesa, non guadagno. E il lavoro produce quello che serve a comprare la pappa. Puoi anche prepararla, ma non si fa dal nulla. Mentre se guadagni dei soldi, si fa anche da sola. Cucinare per me può essere un piacere, una necessità, quello che vuoi. Ma fin tanto che non produce un utile, non è un lavoro. Fare le scale? Non è un lavoro se non mi paga la vicina per farle al posto suo. Andare in banca? Eh, sarà mica un lavoro se stai dalla mia parte dello sportello. Pulire la stufa? Fare i pavimenti? Nessuna di queste attività produce introiti. Non genera denaro. Per dire … andassi a svolgere tutte queste attività per qualcun altro … allora sarebbe un lavoro: mi pagherebbero. Sono le classiche attività che i miei vecchi manager avrebbero considerato una vera rottura di palle (come la burocrazia) perché sono accessorie, logistiche … obbligatorie se vuoi, ma non producono utile.

Io svolgo il mio lavoro in casa, ma non ha nulla a che fare con “i mestieri” (come si usa dire da noi). Mi capitano però, mentre faccio quel che faccio, tutte le cose che capitano a casalinghe e casalinghi. Per cui testimoni di geNova, venditori bofrox e soci, scherzi dei rEgazzini, rumori dei trombanti clandestini, incontri con vecchiette e genitori. Vedo inoltre la gente. Che so… se decido che invece del caffé a casa me lo vado a fare al bar qui vicino… incontro gente che non lavora, ma che spesso cura la prole. E sono tante mamme casalinghe – non si capisce salcazzo che lavoro possa fare il marito per poterselo permettere al giorno d’oggi – ma soprattutto uno stuolo di nonne e nonni. Quanti nonni che vedo!! Nonni maschi! Si vede che le nonne che ne hanno pieni i coglioni di sentirli a casa li sbattono fuori con i poppanti ripuliti dalla merda. Quindi come sempre sono le donne a fare … il lavoro sporco. Però i nonni li vedo belli impegnati: svolgono questa attività con entusiasmo e impegno. E anche un filo d’orgoglio per i loro nipotini.

Vedo anche un sacco di disoccupati. Che in fondo sono come me, solo che non fanno un cazzo. Ma se mi fermo li al bar e non faccio un cazzo neanche io, siamo identici. Non ho assolutamente nulla contro di loro: ne conosco ormai tantissimi: alcuni erano miei colleghi. Non trovano una sega. Altri non hanno mai smesso di lavorare. Io: lo sapete, se avete letto questo blog spesso. Ad un certo punto ho deciso che basta. Basta quel mondo.

Certo quando sei dal concessionario quel mondo fa piuttosto comodo. Comunque faccio la spesa, porto la roba a lavare o la lavo, non stiro neanche se mi uccidi, faccio le pulizie e tutte quelle altre stronzate. Ma per obbligo. E nessuno mi paga. Quindi si fa lo stretto indispensabile per non fare schifo. E in questo la casa piccola aiuta parecchio. E pure essere stati duri e puri sulla scelta di lasciar popolare il pianeta a qualcun altro.

Quello che mi rattrista molto è vedere gente che ha deciso di non saper fare niente altro che quello che qualunque coppia di oggi fa come attività collaterale dopo aver svolto il proprio lavoro, quello che fa mangiare i figli, per dire. O pagare le bollette. Come puoi pensare che sia un lavoro? Io lavoro e lo faccio. Quindi non mi dire che non so di cosa parlo. Ma tu che cazzo fai per guadagnare il pane che mangi? Fai delle cose. Ma anche stare per strada e cantare è “fare qualcosa”. E se sei bravo, magari produci introito. Io quando mi pulisco il culo, per dire, faccio qualcosa. Ma se me lo pulisci tu, e ti pago, allora è un lavoro, altrimenti è solo pulirsi il culo.

E ora voglio esagerare: qualunque mammifero, un cane, un coniglio, un elefante, sa produrre un figlio. Una volta avviato il procedimento è il tuo corpo a svolgere il lavoro. Non devi imparare a fare qualcosa o farla particolarmente bene. Se resti incinta e vai in coma, il pupo nasce comunque. Hai merito? Per cui è la cura dei figli ad avere un valore, speciale nel caso degli esseri umani. Eppure, anche in questo caso, si tratta di una scelta personale, ma mai, in nessun caso, è un lavoro. La baby sitter fa un lavoro. I genitori non sono dipendenti di nessuno. Hanno un ruolo sociale in un particolare gruppo sociale. E lo hanno scelto.

E ora non rompetemi le palle che devo pulire lo scopino con il cloridrico.