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suicidio cercasi

tanta gioia

ATTENZIONE: in questo articolo esprimo OPINIONI sul suicidio.

Siamo in tanti, tantissimi a voler morire. A voler morire subito. A non voler mai essere vissuti, a poter barattare quell’1% di riconosciuta gioia provata con quel 90% di chissenefrega e con quel resto di nonvorreimaiessereesistito. E di certo non a voler SOFFRIRE. Solo non esistere. La non-esistenza per molti è un desiderio costante. Nessuna di queste persone ama la violenza, né contro gli altri, né tantomeno contro sé stessi.

Ciò che queste persone desiderano è molto spesso di smettere di soffrire. Alcuni semplicemente non sono interessati alla propria esistenza in questo mondo: in nessun caso questo significa che rinunciano ad uno qualsiasi dei diritti in vita o alle libertà: ne vogliono una in più e questo coinvolge necessariamente anche gli altri: persone che potrebbero aiutarti ad esercitare quello che vorresti come un tuo diritto.

Di tanto in tanto gente come me si mette a googlare alla ricerca di un assassino che li uccida, disposti a pagare perché qualcuno ponga fine subito, velocemente ed in modo indolore alla loro esistenza. E detestano persino dargli quel nome odioso, dato che per loro è un salvatore, una persona non da condannare, se compie questa azione con serietà e rispetto.

Tantissime persone non considerano la vita un dono. Non la considerano un valore assoluto. E’ una questione legata alla qualità percepita. E molti, moltissimi, desiderano avere il potere totale su una delle poche cose che ragionevolmente uno sente sia propria da quanto esiste: l’esistenza. Io sono mio. Tu sei tua. Voi siete vostri. E sul modo in cui desidero porre fine alla mia esistenza voglio poter decidere in totale autonomia, una autonomia che non ho perché ogniqualvolta coinvolga un’altra persona l’attuale legge in quasi tutti gli stati del mondo rende criminale chiunque ti venga in aiuto. Questo è lo stato attuale delle cose, tranne in Svizzera, Washington ed Oregon. Ma solo per casi straordinari e con mille cautele.

La mia personale opinione, complottista finché volete, e che ho di certo già espresso e ripetuto, è che all’oligarca, a chi comanda, a chi guadagna qualcosa dallo stare in cima alla piramide di qualsiasi potere, la gente viva FA COMODO. E il fatto che sia viva ed infelice fa ancora più comodo. Il fatto che sia socialmente disdicevole non desiderare di esistere fa ancora più comodo: si tratta di ragioni egoistiche, di tornaconto economico e di potere.

Se io non sono felice perché il tuo governo mi rende un essere privo di un futuro desiderabile e mi faccio fuori? Se la tua politica aziendale mi rende uno schiavo e tu non hai intenzione di migliorare una sola virgola e mi faccio fuori? Se sono un incapace e me ne rendo conto e mi rendo conto che la mia incapacità raggiunge anche il livello di non essere in grado di rendermi capace? O che mi rendo conto di essere capace solo in cose di cui non me ne frega nulla, motivo per cui la mia esistenza avrebbe una qualità per me non desiderabile… e mi faccio fuori?

Un sacco di gente dovrebbe sbattersi per pensare sempre a migliorare non la qualità della vita propria, ma quella di tutti. Di aumentare la qualità TOTALE della vita dell’umanità, mai a discapito di qualcuno: perché quel qualcuno si farebbe fuori.

Quando sei un bastardo e fai del male ai tuoi cittadini e quelli inculati invece di pigliarsela in saccoccia si uccidono, tu chi governi? A chi rubi? Chi sottometti per stare sopra? E dopo, cosa fai? Ti inculi da solo? TI rubi da solo? Rubi a quei quattro stronzi rimasti che hanno fatto del male a tutti?

Perché, se anche esistesse una politica del miglioramento totale della vita umana, dovrei desiderare che un infelice, insoddisfatto, apatico che NON desidera vivere e consumare risorse condivise se ne vada, dato che quella cosa a me non nuoce e non nuoce a nessun altro, a meno che non si consideri la sua esistenza come “svolgitore di qualcosa che dovrò svolgere io” ? Ovvero, se non considero un altro essere umano solo come uno strumento che fa qualcosa che poi serve a me, in quale modo posso considerare nocivo che lui non esista più?

Siamo tanti, tantissimi nel pianeta. Perché non lasciamo che ci resti chi vuole farlo e che gli altri se ne vadano con dignità, senza sofferenza, velocemente e senza sporcare? Ci sono dei motivi non egoistici che spingono qualcuno a desiderare la vita-forzata di uno che non la desidera?

Amo molti individui e soffro molto al solo pensare che possano desiderare di morire e che poi questo succeda. Ma questo è egoistico. Soffro di più quando penso a quanta sofferenza possano aver provato per arrivare al gesto. Soffro pensando a quanto erano fantastici per me e che quindi, stimando molto il loro giudizio, dovessero soffrire davvero tanto, dato che hanno deciso così. Ma ognuno soffre a modo proprio: mi dispiace per ogni persona che si suicidi: soffrivano la vita invece che goderla.

La censura su ciò che potrebbe aiutare tante persone ad andarsene velocemente e senza soffrire nemmeno un po’ è la risposta alla domanda “e chi te lo impedisce?”.

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