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ve rompo er culo

I tempi ambigui del titolo potrebbero essere fuorvianti e farvi pensare ad un mio desiderio di futura rivincita o vendetta. E invece lo voglio allungare e tradurre con un “ogniqualvolta io manifesti la mia condizione di non irrilevante, indifeso, innocuo cagnolino da compagnia, ecco che il sorriso sulla faccia di qualcuno si spegne”.

Fondamentalmente io sono abbastanza tranquillo e gentile. Non sono raffinato ma nemmeno troppo rozzo. Uso parole volgari, ma ho cercato di imparare a dosarle, non tanto per non infastidire, quanto per non togliere loro la potenza che hanno fintantoché non ne abusi. Mi interesano argomenti che non sono tanto popolari, ma sono sempre un animale che ama cibo e figa, non vivo d’arte raffinata e scienza da master. Sono un essere umano, forse complesso, forse solo disordinato, certamente mediocre: nonostante questo è quando qualcuno si fa l’idea che io diventi una minaccia che le cose si rompono. Eppure io non sono una minaccia.

Diciamo che di tanto in tanto non ti do ragione. Ma questo solo se non mi dimostri con argomenti che invece quella ragione ce l’hai, che non è solo una opinione che vuoi spacciare per verità.

Ma ora mi è capitata una cosa differente.

Degli amici mi danno modo di fare il lavoro che ho deciso di fare perché mi permettono di utilizzare il loro spazio e le loro attrezzature: talvolta condividiamo risorse nella preparazione di set fotografici.

Fino a qualche tempo fa l’unica pressione che mi veniva fatta era perché lavorassi molto nel lato del lavoro che mi annoia di più. Ieri invece uno degli amici mi ha rivelato che l’altro ha osservato la mia gallery è ha dichiarato “ora CG è concorrenza“.

Questo ovviamente è lusinghiero: uno è il mio maestro e l’altro è parte della sua forza. Ma cosa succede? Che, sembra, semplicemente io non potrò più lavorare con loro ai set. Va bene. Ma se fosse peggio? Se non potessi più entrare in studio ed usare l’attrezzatura? Sarei fottuto, credo.

Eppure io posso mostrare i miei guadagni a loro che sanno cosa significhino: attualmente NON sono degni di essere chiamati tali. Sto lavorando quanto più sodo mi è possibile perché siano seri. Ma attualmente fanno ridere i polli. Quindi perché sentirmi come minaccia? Siamo in MILIONI a fare questo lavoro e c’è gente più brava sia di me che di voi, amici.

Ma io sono un essere umano, e pure loro. Mica siamo perfetti.