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Eri senza lavoro e ti vergognavi.

Ma oggi anche lui è senza lavoro, hai scoperto: ma dai! Ed è senza lavoro da poco dopo di te. Pensa… Da quanto? Da… solo poche settimane meno di te. Non lo sapevi. Si era nascosto… o tu eri troppo ripiegato sulla tua vergogna? E’ ancora disoccupato come te. E lei? Anche lei! Lei la splendida?! La meravigliosa. Lei che senza di lei non si fa nulla. Lei che giovani o vecchie dò merda a tutti…

Lui… che fa? Cosa?! Si avvicina? Ti saluta … quasi ti sembra umile? Non è possibile, forse… Si siede e un caffé per due.

Forse è normale, non umile. Semplicemente è senza boria: siete… uguali. Forse si. O forse semplicemente lui non vale di più solo perché una cosa che non esiste più gli aveva conferito una stelletta. Nessuna cosa può più conferirgli stellette. Vale solo se quando lo vedi non ti rompe i coglioni. E’ solo un essere umano che non serve a un cazzo, come te.

E lei? No, lei non ce la fa a scendere ancora dal piedistallo invisibile. Non ce la fa ancora a non sentirsi superiore. Era così abituata a non fare un cazzo e servirsi della sua superiorità per farlo fare agli altri… Sedersi a chiacchierare di che? Non ha mai avuto un cazzo da dire.

Ma lui? Ma dai: è umano, semplicemente ha tempo adesso. Preoccupato come te… anzi di più dai, lui ha figli, tu no.

Guarda lei… lei ora si vergogna di più, non vi vuole proprio parlare eh? Fa quasi ridere, quasi tenerezza. Siete tre pezzenti… ma tu sei sempre stato abituato ad essere normale… mentre loro avevano la divisa da superiori … lui l’avrà tolta a casa chissà quanti mesi fa … ma lei proprio non riesce a togliersela eh? Sembra perché ha sgomitato tutta la vita per indossarla come una pelle… l’unica cosa che aveva davvero… la sua boria, le sue stratregie da bulletta, la sua aria di superiorità.

E ora senza aria… soffoca, troia.