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Ultimamente vedo e chiacchiero più o meno approfonditamente con una quantità di donne e ragazze. Ne vengono fuori cose molto interessanti sul come sono tra di loro: molte sono totalmente distrutte giorno per giorno dalle altre donne: trovano insopportabile lavorare con le donne e spesso “ho sempre lavorato con gli uomini e lo preferisco di gran lunga: le donne sono insopportabili vipere” è la frase base. Quello che ne viene fuori se chiedo conferma l’ho sempre detto: le donne hanno la particolare capacità di tirartele fuori dalle mani (cosa che io non faccio perché non meno nessuno: figurarsi le donne) … ma siccome anche tra loro questo è considerato tabù, allora subentra la tortura psicologica.

Due uomini si affronterebbero prima o poi a muso duro. Potrebbero eventualmente anche picchiarsi o urlarsi violentemente addosso senza per questo beccarsi una denuncia per violenze o molestie: a prescindere dalla ragione reale e dal vincente la questione sarebbe chiusa per sempre. PER SEMPRE.

Le donne no.

Le donne sono come gli assassini della mafia russa attraverso i sedili imbottiti di materiale radioattivo. Il veleno si insinua, il piccolo acido scorre, goccia dopo goccia, un po’ si rimargina ma inizi a rovinarti, a marcire, a stare male anche quando ti allontani… le donne sono logoranti, si logorano tra loro tanto quanto logorano gli uomini che non sanno scrollarsi via le stronze. Si distruggono psicologicamente, fanno comunella del maleficio, si tagliuzzano col gossip, si infettano con la malalingua, le occhiatine e gli sguardi schifati, fanno a chi ce l’ha più lungo con la moda, lo stile, il fisico … dire che non sono competitive come gli uomini è un grave errore di valutazione. Tra loro sono terribilmente competitive. Per le ragioni e nei modi sbagliati, penso, ma tant’è.

Ho una sorella, molto più vecchia, e so che quando io ero un ragazzino e lei trentenne, mi sono reso conto dell’ingiustizia delle situazioni in cui mi trovavo: lei era semplicemente prepotente, e diventava isterica, irragionevole e violenta ma senza usare la violenza delle mani: era offensiva, urlava oltre il tollerabile. L’ho presa ad urloni io e l’ho chiusa semplicemente FUORI dalla stanza in cui volevo cercare di vivere 30 minuti. Si è buttata lei verso di me! E si è fatta male perché è goffa. E alla fine chi era il violento? Se mi conosceste sapreste che le mie mani non si alzano mai.

Beh per tutti i suoi urli non è successo un cazzo, per i miei 3 hanno chiamato la polizia. E’ stato divertente perché la vicina ha aspettato talmente tanto che se io fossi stato un violento mia sorella ormai sarebbe stata ormai putrida. E invece finito di fare quello che dovevo fare in cucina, ho riaperto e me ne sono andato mentre lei mi urlava ancora attorno: a testimonianza del fatto che il violento non sono io, FUORI dalla porta della cucina c’è ancora un buco sulla porta, fatto dal suo piede. Uno diverso da me le avrebbe dato quattro schiaffoni e tutto sarebbe finito, senza grandi shock e fermando un’ondata di isteria ingiustificata. Beh, questo accade ogni giorno da donna a donna: nessuno può agire oltre le regole: nessuno più dare uno schiaffone e porre fine alla lenta tortura. E quindi si corrodono le vite, che tornano a casa e sono spente, fastidiose, intrattabili… ma il tempo per ripensarci è troppo poco: ricomincia il giorno dopo.

E molte delle donne che dicono “io sto meglio coi maschi” non si sognerebbero mai di considerare aggressioni sessuali o molestie le classiche battute a base di sesso, anche molto pesanti, che normalmente si fanno in ambienti maschili.

Una donna che ho conosciuto ha combattuto con le unghie e con i denti per avere un lavoro che al tempo era tipicamente maschile: ha dato merda a tutti con la sua competenza e giorno per giorno è stata tra i maschi: tutti a dire (solo dire) che la dava a tutti e tutti a sapere che non la dava a nessuno. Lei ha scherzato, loro la rispettano. La rispettano sul serio, non di quel rispetto che dice che non ti devo guardare il culo se il tuo culo è a portata dei miei occhi. Ma di quel rispetto che hai per una collega capace, brava, disponibile, seria e non bacchettona. E che continua ad essere così anche se è mamma e moglie. Che continua anche quando divorzia, quando diventa mamma single.

Lei stessa mi dice: il problema sono le donne. Hanno creato una tensione che prima non c’era: si cammina sulle uova dove ieri si saltellava a piè pari con gli stivali: bisogna stare attenti a come si parla: pfui – donne! – E lo dice una donna.