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Io sono volgare.

prostituta ottocentescaL’ho sempre detto. Faccio parte del volgo: in qualche modo questa cosa ogni tanto viene fuori. Poi magari mi da fastidio la stessa roba che avrebbe dato fastidio al principino nel 1800. Ma… come a tutti. Oggi la cultura di base è a disposizione di tutti, una volta no. E dunque sarei volgo pure io, no? Le parolacce sono volgari. Certo, ne faccio largo uso, talvolta non mi piace. Perché perdono la loro efficacia, la loro forza, il loro colore. Non sono più punti rossi se tutto è rosso. Non sono più degli accenti se tutto è accentato.

E nelle immagini? Cosa è volgare? Per me non c’è volgare: c’è brutto e bello. E c’è mal fatto o ben fatto.

Per cui se un buco di culo è volgare: io sono volgare. Ma mi fa tanto, ma tanto più schifo qualsiasi cosa tratta dal libro “Cafonal”, ad esempio; ma schifo proprio. Mi capita dunque, abbastanza, di sentire qualche modella che sta per decidere di fare del nudo, dire “ma non volgare, vero? Foto artistiche!”. Ma crista cara: io per primo non posso dire di essere un artista. Posso fare un buon lavoro o un pessimo lavoro. Non è certo che non facciamo della foto ginecologica. Ma di certo non userò il flash come il ginecologo. E non è certo che siccome sei rapita e la luce cade giusta qualcuno non consideri un seno “volgare”. 

Dalle mie parti esiste una parola che è di per sé “volgare” per definire una tizia che fa ESATTAMENTE la stessa cosa che fa un’altra tizia, ma con un aspetto più trasandato, sfatto, grasso, debordante, sporco e … volgare. Eppure ciò che fa è identico, la quantità di sé che mostra è la stessa. Solo che uno è brutto e l’altro è bello.

Una tizia di 190 kg con tutta la pelle ricoperta di vene varicose, al mare, a me non fa un bell’effetto. Ma se passa una bella ragazza snella di 19 anni completamente nuda e si mette a controllare se si è depilata bene tra la vulva e l’ano, io non mi lamenterò. E credo che nemmeno il resto del volgo lo farà.

Si, anzi. Lo faranno le altre donne che non sono fatte così.

Faccio un parallelo che apparentemente non c’entra una fava: oggi al cinema c’erano due ragazzini forse appena maggiorenni. Lei era proprio partita alla grande: rideva con gli occhi e lo guardava come “io sono la tua birbantella”. Alle prime luci spente gli ha leccato anche gli alveoli polmonari. Un po’ mi rompevano le palle perché stavano proprio chiacchierando… ma chiocciavano e ridacchiavano… come campanelline: era talmente forte l’aria da pomicio e cotta che non gli ho staccato le teste di netto come normalmente solgo fare con un urlaccio stronzo. Me ne sono rimasto tranquillo. Col silenzio potevo letteralmente sentire la lingua che fa “cic ciac splish splish”. Io li trovavo deliziosi. Risolini, pucci pucci, e credo anche un bel pompino, fatto con passione e voglia e urgenza di farlo, più che di riceverlo.

E’ volgare? Potevano andare da un’altra parte? io non lo so se potevano. Forse non potevano: fa freddo. Ma mi rompono molto più i coglioni (e trovo davvero volgari) tutti gli stronzi che stanno col cellulare acceso: sono delle PIZZE ILLUMINANTI razza di stronzi teste di cazzo: si vedono a 200 km di distanza: ficcateveli nel culo e digitate da li dentro.

Sono stato volgare, un’altra volta? A me, alla fin fine, non pare d’essere così volgare. Oppure lo sono sempre, schifosamente. Però non è che faccia gran male a nessuno. Certo dico le parolacce, si. Ma troppe mi danno fastidio: volgarità limitata?