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Essere fuori di testa non è una scelta. E rendersene conto non cambia troppo le cose. Che sia la mente, che sia la chimica, in qualche modo tu sei più spettatore che attore. Qualcosa la pensi, la decidi… ma il resto lo fa il tuo corpo.

I battiti cambiano, lo stomaco parla per te, una paura inspiegabile cambia tutto, il ragionamento viene filtrato da qualcos’altro… e metà di te osserva stupita quello che cazzo stai facendo.

Però lo fai.

E non stiamo mica parlando di serial killer, gentili passanti. Ma di una paura incontrollabile che ti può bloccare o scattare per la più piccola stronzata. Improvvisa, e in un giorno in cui non stavi nemmeno male. Così, alé. Omaggio.

Qualcuno dice qualcosa.
Vedi qualcosa.
Senti qualcosa.
Vedi qualcosa che non esiste in qualcosa che esiste… perché a te ricorda qualcosa e non sai cosa. E cambi umore, non sei più felice, non sei più pronto.

Ma se hai capito … e non vuoi metterti con una flebo a letto… ti attacchi a qualcos’altro. Quel qualcos’altro che puoi fare. Ogni volta un passetto in più verso quello che sapevi già fare … e un altro passo, magari, verso quello che vuoi davvero fare. E ti fai aiutare. Un passetto alla volta.

Perché, tutto sommato, quelli che hanno passato il segno li hai visti… e sei fortunato, puoi ancora decidere di prendertene cura, ogni giorno.