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Dall’originale by Natalino Balasso (reperito su FB), pubblicato col suo permesso:

Si parla aiù riprese dell’importanza della democrazia interna ai partiti. Leggete questo passaggio:
“La P.A. e i politici non hanno in sé le conoscenze per governare una società complessa ed avanzata. Occorre un metodo di governo che utilizzi i saperi diffusi nella società.
Se funzionari esperti della P.A. scandagliassero le soluzioni proposte da università, think-thank, Ong, per proporre opzioni di alto livello ai governanti? I politici continuerebbero a malgovernare (a fare i propri interessi), a meno di una forte spinta politica dei cittadini.”
Si tratta dell’esposizione di una delle idee-forza che PierGiorgio Gawroski ha estrapolato dagli scritti di Fabrizio Barca, uno che crede inguaribilmente in un capitalismo “sano”.
Laborit ha spiegato perché possa esistere un capitalismo migliore ma mai un capitalismo sano, proprio partendo da presupposti molto simili a quelli da cui parte Barca, ma con un’analisi scientifica in campo biologico.
Eccovi un passaggio di Laborit: 
“La finalità della specie umana sarà produrre sempre più merci o conoscere meglio il mondo inanimato, il mondo vivente compreso quello umano?
… Bisognerà arrivare a scegliere tra la produzione e il possesso di un numero sempre crescente di oggetti di consumo, o un tipo di vita che lascia un sufficiente numero di ore libere al giorno per accrescere le conoscenze che ciascuno dovrebbe possedere sulle relazioni interumane sotto tutti i profili, biologico, psicologico, sociologico, economico, politico. Questo secondo modello di vita, è evidente, ridurrà considerevolmente la produzione o per lo meno stopperà la crescita e l’espansione.”
Perché Laborit dice questo (50 anni fa)?
Perché ritiene che la democrazia senza “informazione” è una formula vuota. Nessuno può scegliere se non sa. Così come tutti i neuroni di un corpo, tanto quelli che stanno nel cervello quanto quelli che stanno negli organi interni, attraverso il loro bagno in un liquido comune conoscono tutte le “informazioni” che passano nel corpo per “reagire” ad ogni necessità, allo stesso modo l’informazione del mondo non deve essere appannaggio delle classi dirigenti, anzi, non dovrebbe esistere una classe dirigente perché la specie umana se condividesse le informazioni sarebbe autogestita. La classe decisionale non farebbe cioè che tradurre in pratica la volontà comune. Non ci sarebbe alcun bisogno di creare scale gerarchiche perché appartenere a una classe decisionale non significherebbe prendere decisioni proprie.
Ma non ci può essere una volontà se non si sa cosa volere. Come posso chiedere a qualcuno che non ne ha le competenze di decidere se sia meglio l’energia nucleare o l’energia solare o il petrolio? Come posso chiedere a chi non conosce i flussi migratori, ma solo il bar dei cinesi sotto casa, di decidere cosa fare dei flussi migratori?
Detto questo mi sembra ormai evidente una cosa che dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti:
QUALCUNO CI VUOLE IGNORANTI.
Quante volte mi sento dire: “Io faccio fatica a informarmi, a leggere, figuriamoci a studiare. Dopo tante ore di lavoro alla sera guardo la televisione perché non riuscirei a fare altro”.
Questo è verissimo. Perché la conoscenza del mondo non dovrebbe essere approfondita durante il tempo libero, che è sacrosanto, ma in altre ore della giornata e tu dovresti pretenderlo e anche il tuo sindacato dovrebbe pretenderlo. Ma il potere ti accerchia ogni giorno col suo pensiero unico e ti dice che se non si consuma non si produce e se non si produce non si vive e ti fa credere che la vita sia produrre, spendere senza sapere quello che stai facendo. Infatti la crisi di cui tutti si riempiono la bocca è una crisi dei numeri. Ci sono un sacco di vestiti, c’è un sacco di cibo, ci sono un sacco di case. Abbiamo “prodotto” molto più di quello di cui abbiamo bisogno. Ma il tuo sindacato ti dice che un’azienda come si deve è quella che riesce a indurre nella gente il desiderio di consumare di più così ci sarà bisogno del tuo lavoro e così tu, il tuo padrone, il tuo sindacato e i tuoi famigliari abbracciate un unico pensiero: produrre merci di consumo. E non hai tempo per conoscere il mondo perché i legacci burocratici ti fanno perdere tempo anche quando non lavori.
Negli scorsi giorni molti siti hanno ripreso una notizia falsa data dai giornali e cioè dell’episodio di una bimba morta di leucemia mentre un donatore americano si sarebbe rifiutato di donarle il midollo in quanto straniera. Migliaia se non milioni di persone si sono prodigati nell’esercizio dell’indignazione; ovviamente c’era chi si scagliava contro l’imperialismo americano, chi diceva che è tutta colpa di chi odia gli stranieri, chi semplicemente diceva che è uno scandalo inaudito e suggeriva torture contro il donatore. Persino un servizio del tg5 che il padre della bimba aveva sollecitato per mettere la gente a conoscenza della possibilità di donare il midollo, ora che la sua bimba era morta almeno per scongiurare casi del genere; dopo aver fatto ascoltare qualche secondo la voce del padre, si scapicollava a narrare del fantomatico donatore americano che si era rifiutato di donare il midollo. Eppure il padre ce l’aveva a portata di mano, questa benedetta “giornalista”, avrebbe dovuto almeno chiedergli se era successa quella cosa, le avrebbe risposto di no.
Milioni di persone hanno passato un po’ di tempo e di attenzione per indignarsi di un fatto mai accaduto. Avviene tutti i giorni, per quasi tutte le notizie che leggiamo sui giornali, che sono il più delle volte riassunti senza senso.
Io vi chiedo: tutto questo è casuale?

[ Dall’originale by Natalino Balasso (reperito su FB) ]

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