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Ormai sarà la terza volta che mi arriva uno di quei powerpoint ottimistoni sullo stile “test assunzioni: ti chiedono cosa vorresti che dicessero alla tua veglia funebre” – tanto che ormai so la risposta prima di sciropparmi tutto : “cazzo, si muove!”. Ha – grandi risate. Il punto è che in quel momento io probabilmente … stringerei parole troppo gelate per sciogliersi al sole. Ma per i meno raffinati: probabilmente #turpiloquio, tanto, pesante, volgarissimo #turpiloquio.

Il mondo ti dice che sei solo e devi abituarti a percorrere la tua via da solo. E forse ai forti questa cosa non fa grande effetto… tirano un bel respiro, sono un po’ tristi, ma tanto ce la fanno con le loro forze. E io vi invidio, forti, perché siete forti.

Io mi sento una merda ambulante circa ogni 10 minuti, ormai; gli alti e bassi non sono più questione di “ieri e oggi”. E di tanto in tanto cerco di prendere il mio rapporto in maniera più positiva di quanto non sia realistico e opportuno fare, probabilmente. Sono solo, nella realtà. Affettivamente se va bene ho amici. Ma come diceva quello… ho bisogno d’amore perdio, perché sennò sto male!

Ogni gesto di gentilezza che le faccio ora riceve quasi sempre una smorfietta, una condizione per essere accettato, non è gradito perché comunque sarebbe stato meglio in un altro modo… Io non sono perfetto. Sono sommamente imperfetto: un mediocre già tempo fa, ora tendenzialmente in peggioramento. Ma non rivolgere più gentilezze sull’onda del “fanculo cosa te le faccio a fare che tanto non va mai bene, non sono mai, semplicemente, gradite” … non è da me. E’ vero, sulle prime mi verrebbe da dire che se avevi freddo e ti ho preso qualcosa, se non era quella che preferivi ma non ti sei alzata, comunque non è male… non è perfetto ma non è male. E così per ogni piccolo gesto per te.

Perché non è vero che è il pensiero che conta, l’importante non è partecipare – e così via. Lo vedi negli occhi di chi ti sta di fronte: ad un certo punto non sei gradito. E sei ancora meno gradito perché non hai fatto niente di male.

E questo potrebbe essere solo un piagnucolio isolato su un dettaglio. Ma io lo sommo a come sto… e non riesco a superare nulla: non c’è nulla che io riesca a superare adesso… il mio stato mentale è penoso… i sensi di colpa per ogni cosa… le aspettative nei confronti di tanta gente, la mia immobilità verso tutto e tutti … circoli viziosi, malessere, sofferenza e nessun passo verso la soluzione, niente di utile per nessuno… e la relativa tranquillità solo di notte, con il terrore al mattino.

blaaaah.