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chi sarà? ma mi importa?Su FB: “Non merito di sapere chi sei?” – mi venne chiesto.

Non è una questione di merito, ma una mia precisa scelta che io … merito venga rispettata, allora🙂 Senza voler dare fastidio a qualcuno, a nessuno. Per me internet è così. La frequento da quando facebook sarebbe stata considerata un abominio di decadenza… e in cui la gente non aveva bisogno di sapere nomi, cognomi, indirizzi e altre cose diverse da quelle che tu volevi e sceglievi di dire loro: perché quello era l’importante.


Facebook nasce per cose completamente diverse … tenere in contatto vecchi amici… quando ancora sono compagni di classe. Ma dato che la gestione delle informazioni e della privacy di questo mezzo è – per me – inaccettabile e che il comportamento generale degli utenti ha stravolto la sua iniziale vocazione… io mi adatto al suo uso di “grande bar”🙂 … difendendo la mia vita reale. Cercando di dare comunque ciò che conta di me, che ha funzione centrale, in modo sincero.

Mi interessa sapere davvero qualcosa della biografia di un autore, di un musicista, di un cantante o di un pittore? Non mi interessa di più ciò che ha da dirmi? Se da un libro strappo copertina, sovraccoperta e le prime tre pagine, piombando subito sul primo capitolo… l’autore smette di parlarmi? Se metto un pezzo di nastro isolante nero sulla firma di un quadro, il suo messaggio non mi arriverà più? se non conosco nome ed autore di una canzone meravigliosa o schifosa, questa perde qualcosa? Per me no: l’anonimato di internet toglie sì alcune cose, ma se lo si vive con lo spirito giusto, toglie soprattutto IL SUPERFLUO lasciando il cuore di quel che uno vuol dare di sé agli altri.

Se poi ci si conosce fisicamente, ci si vede in faccia e ci si stringe la mano, ci si dirà anche chi si è… ma spesso chiacchiero con sconosciuti al bar e non ho la minima idea di chi questi siano… né se si siano lavati le mani prima di stringere la mia: rischio di ascoltare l’altro e la mano me la laverò poi, se la cosa mi preoccupa.

(per chi invece ritenesse essenziale conoscere “la vita dell’autore” se parliamo di importanti opere della storia dell’arte e della sua contestualizzazione, delle motivazioni che lo spinsero a fare questo o quest’altro … si, capisco, ma il primo impatto, quello ricercato dall’autore, non si trova necessariamente in quel modo, a mio avviso; se poi la cosa conta: voi siete: miei contemporanei, non ci sono linguaggi segreti da conoscere e non esiste la casta degli intoccabili in Italia, parliamo la stessa lingua e non c’è bisogno di ulteriori contestualizzazioni).