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Vi propongo la lettura (in inglese) di questo pezzo di Cory Doctorow sul futuro delle tecnologie nascoste nei computer. Non consideratelo un pezzo troppo “nerd”: alcune delle sigle le potete anche saltare, per capire il senso generale e poi tornare ad approfondire un po’ … altre con due colpetti di wikipedia ve le risolvete.

In generale Doctorow ci dice: i computer sono dappertutto, ma sono sotto il nostro contollo? Sono sotto il controllo del proprietario (chi è?) ? Sono sotto il controllo dell’utente ? E’ un bene, è un male? Perché? E comunque a cosa porta?

Il suo punto di vista si spinge a ricordarci che oggi quando diciamo che i computer sono ovunque intendiamo proprio ovunque. Il telefono è un computer: qualsiasi telefono. Quello sulla vostra scrivania cambiato il mese scorso o lo smarzporn fichetto. Ma queste sono ovvietà: ormai le automobili lo sono, e anche gli aerei. Si, proprio gli aerei.

Ah ma sono tutte bazzecole? Eppure anche molta di quella che ieri era  “domotica” oggi è automaticamente presente in molte periferiche d’uso comune e non sempre consentono all’utente/proprietario il controllo su ciò che ha. Questo che si presnta giornalmente come un semplice inconveniente, dovrebbe essere guardato con occhio più attento.

Perché un computer potrebbero essere i vostri arti, il vostro impianto cocleare (per sentire) o quello retinico (per vedere) … e potrebbero autocensurare qualcosa oppure  decidere, per assurdo, di mandarvi interessanti pubblicità contestuali, magari mentre ascoltate la vostra ragazza dirvi che ha intenzioni piccantine.

Non è fantascienza, non è estermismo. E’ pensiero libero. Ve lo consiglio.