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Siamo stati cresciuti ignoranti. Al primo politico che le BR hanno toccato tutto è stato distrutto e il potere ha mostrato la sua vera forza brutale ed anche tattica a lungo termine: isolare, zittire, ammosciare, confondere, ingannare.

Ma nel frattempo, che sia per calcolo o che non lo sia, abbiamo lasciato e forse anche spinto parecchio (ma spinto con la volontà di un bruto, non con quella di un ideologo) per essere ignoranti e pigri.

Dove sono le rivoluzioni? Dove sono i culi verniciati di rosso col cappuccio in testa alla Don Camillo & Peppone? Dove sono le stragi di omicidi suicidi fatte dai padri di famiglia non contro i propri cari, ma contro i mandanti del proprio disastro? Naturalmente non siamo stati cresciuti come assassini, ma come suicidi. Quel poco di coscienza che ci rimane ci fa capire che siamo servi, cresciuti come servi perché al momento della richiesta “va bene, allora dimmi tu come dobbiamo fare” su questioni complesse e difficili, le persone di buona volontà NON SANNO COSA FARE, NON SANNO COME FARE e spesso quelli che restano non sono affatto di buona volontà.

Se sei cresciuto ignorante, magari volendolo, magari accontentandoti della sufficienza, magari sbuffando perché dovevi imparare, magari sei come me. Se prendi me non puoi certamente mettermi a governare. Un qualsiasi impiegato della ragioneria riuscirebbe a farmela sotto il naso e imbrogliare assieme a 3 assessori, due puttane e tre imprenditorelli locali: senza dubbio. Con tutta la mia buona volontà non ci costruirei su un cazzo. Perché è di COMPETENZA che c’è grande bisogno. Non per ogni luogo, non per tutto… ma per gli stessi luoghi in cui serve integrità morale e forza di volontà legata all’amore per la propria Patria, fatta cioé dai concittadini. Il “lavoro per la squadra” fatto per milioni di persone.

Di sicuro siamo una gran masnada di ignoranti, ma non ci sono solo quelli. Forse non esiste il substrato sul quale gli onesti riescano ad appoggiare i piedi e iniziare a fare un po’ di buon lavoro. Perché per storia, filosofia e sociologia non c’è posto… al massimo la scienza che abbiamo voluto ascoltare è stata solo (ed in versione del nemico) quella economica.

Dov’è la mia grinta? Non c’è. Ma non mi stupisco di questo. Mi stupisco che non ci siano orde di persone inferocite, col manganello in mano, con i randelli e le forche, gente disperata che desideri, prima di andarsene (come centinaia di disperati stanno pian piano facendo, se ho ben capito) di portare con sé qualche irriducibile figlio di puttana che ha rovinato la vita ad almeno altre 100 persone: è lodevole, se ci consideriamo civili, che NON stia accadendo. Ma tanto civili non siamo e lo dimostriamo quotidianamente… E quindi? E’ quindi curioso, stupefacente. Siamo una massa di codardi che non riesce nemmeno ad individuare le persone di valore e, a testa china e gobbi, supplichevoli, dire “per favore, pensateci voi, non lasciate ai bastardi tutta la torta” … non ce la facciamo. Serve del coraggio a riconoscere pubblicamente di essere incapaci di risolvere il problema. Serve intelligenza per riconoscere i furbi diversi dagli intelligenti e dai saggi.

E noi son quarant’anni che non difendiamo i diritti, che lasciamo fare agli imbroglioni, che ci lasciamo governare da quello che rompe meno le palle, che ci richiede meno fatica sia intellettualmente che fisicamente.

Che poi non è che dobbiam noi essere ingegneri e dottori. Ma dovremmo riconoscere che governare uno Stato non è roba da capovillaggio, anche se di fondo è da li che parte la Legge e la Giustizia. Ci sono però questi millenni di progresso, di conquiste sociali, di miglioramenti… di scienza e conoscenza… di esperienze negative su esperimenti economici di vario genere. Qualcno sa governare anche per la vita dei meno capaci. E qualcuno sa smettere di incoraggiare la gente a riprodursi se non è davvero cosciente di quello che crea.

Se ci vogliamo bene, come concittadini, come specie animale umana che abita in questo recinto Italiano, forse potremmo far individuare saggi dai saggi, brave persone da altre brave persone, competenti dai competenti e farli lavorare in pace sempre per l’interesse complessivo di singoli individui felici. Non per “il bene della maggioranza” a scapito del singolo, ma nemmeno de “il più forte sopravvive”.

Io non so come si fa, ma sono certo che anche se abbiamo pigramente lavorato per spazzare via intelligenza e conoscenza, qualcuno è restato e sa come fare. Siamo in grado di non mandarlo via a calci in culo, urlando qualche sciocchezza, spaventandolo, rendendogli poco invitante fare il nostro bene comune?

Secondo voi?