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la vita di qualcun altro è bella

Voi che non sapete che cosa significhi vergognarsi di esistere, potreste oggi imparare qualcosa. Quando sei ridotto ad un fantasma di quello che eri e già prima la tua stima di te stesso, salvo sporadici casi, non era un gran che, ti puoi trovare comunque a conoscere molta gente, ad aver avuto contatto con una moltitudine di persone anche per caso, per lavoro, ad una festa, per un breve periodo e te li ritrovi in rubrica del cellulare. Magari sono parenti di qualcuno che è morto ma a cui tieni e che non vuoi cancellare dalla tua vita. Insomma un po’ di tutto. Magari sono centinaia di persone. Arriva una ricorrenza annuale come può essere Natale o Pasqua e ti metti a mandare sms d’auguri a tutto spiano, perché, dici, almeno in quell’occasione mi DEVO fare vivo… altrimenti sono proprio uno stronzo!

Cosa che alcuni altri stronzi dicono “ah, che squallore, messaggi preconfezionati uguali per tutti” … come se di questi tempi non fosse un costo di cui tenere attentamente conto (che mica tutti c’hanno la tariffa relax oppure whatsapp… che tu puoi anche avere ma se non ce l’hanno gli interlocutori…) e da valutare positivamente.

Ma lasciamo perdere l’ordinaria rottura di palle. Passiamo alla straordinaria vergogna del meschino. Ti trovi a mandare messaggi ad alcuni con tutta la voglia di farlo, ma sei comunque restio perché pensi… “e se mi richiamano?” Loro sono gentili, magari dicono ué che bello, si è fatto vivo, si ricorda, dai che richiamo. E tu pensi che la prima cosa che ti chiederanno sarà “COME VA?” e … e che cosa cazzo vuoi che ti risponda?

Che fa tutto schifo, è una merda, che mi sento come la peggiore delle merde esistenti, che vorrei tanto lavorare nel braccio della morte per procurarmi facilmente ciò che serve per andarsene senza soffrire e scegliendolo. Non per farlo subito, ma per sapere che puoi farlo quando vuoi. Ecco, questo è “come va”. Va esattamente così. Ma io ve lo posso dire, dopo un sincero (e lo è!) augurio di felicità e fortuna, questo? No, non credo proprio.

Mi è successo… e puntualmente persone cordialmente gentili mi hanno sottoposto a questa tiritera… e io a fingere che va male si, ma moderatamente, che si è solo l’ambiente di lavoro, che si, è solo la crisi, che si è solo la zona e il periodo… che va tutto bene con la mia donna (che ora è solo una coinquilina, nemmeno più tanto affettuosa) , e non che è colpa mia e che ancora una volta desidero non essere mai esistito, non esistere più, ma che di certo non desidero sentire il mio cranio spaccarsi, né la sofferenza di soffocare? Che so che andare via sarebbe la cosa migliore, lasciando una casa libera e senza il mio debito (assicurazione) né la mia triste presenza ma che i miei sono ancora vivi se pur vecchi e che non saprei come evitare loro il dolore di un’azione così radicale e, per loro, inaccettabile?

Questo succede spesso a chi sta male, anche se vorrebbe contatti: non ne ha, si nasconde, sparisce, perché da dire ne avrebbe, ma conosce fin troppo bene le risposte e le scuse, gli incitamenti che non sente propri e di cui non accetta i fondamenti … e i ragionamenti successivi che ti giudicano male, un fannullone, un incapace. E tu magari sei il primo a giudicarti un incapace. O semplicemente, ricordi, la vita che voi accettate per me è un regalo tanto quanto può esserlo un bicchiere di acido: non ne ho manifestato il desiderio e non la considero positiva.

So che ne esiste una forma positiva e godibile. Quella la desidero, ma non è la mia versione. La mia è la standard, senza optional e con 365 rate all’anno da pagare salate.

Tutto per un sms? direte. Qualsiasi contatto umano quando stai così ha questa dinamica, un vortice nero che risucchia te e gli altri… e che tieni lontani perché magari quel giorno in cui ce la fai a fingere preferisci averli ancora disponibili e non con il ricordo di uno zombie che desiderano evitare e di corsa. Li eviti quando stai di merda, quando stai normale magari se li incontri non è un grosso problema, sei un po’ stanco. Quando stai bene allora li vai a trovre tu, li senti, ci scherzi… Possibilità che ti precluderesti se non utilizzassi questo schema.

Perché gli Amici si vedono nel momento del bisogno. Ma i conoscenti possono risultare simpatici, talvolta. E frequentare il deserto invece è un po’ più triste.. e io so già essere triste per conto mio.