Tag

, , , ,


Il capo chiede di raccogliere una mini-relazione alle 4-5 persone che hanno partecipato a degli incontri e me lo comunica. Faccio presente la cosa ai vari interessati. Alcuni eseguono, altri mi chiedono collaborazione, chi dicendomi 2 acche da trasformare nella relazione, una tipa usandomi più o meno come dattilografo: non è un problema, lo faccio volentieri.

Solo che.

Mi detta lei quello che sto scrivendo. E dato che sento che ricerca le parole e si da anche un tono, trascrivo parola per parola, al massimo senza fare lo stronzo sulle riprese della frase, e cancellando quelle parti che erano solo inizi di frase che vanno a morire.

Rileggo e ricevo un “ma quanto avevi in italiano?!”.

Talvolta avevo anche 10, talvolta anche 4. E se in latino avevo 4, in autori latini avevo anche 9 o 10. Ciò non toglie che stia trascrivendo parola per parola quello che TU mi stai dettando, quindi…”

‘sta styupida. Parla con il culo e quando sente ciò che ha detto chiede a ME quale voto avessi in italiano!

Si, si, permaloso, si.

Comprende l’antifona, ma ormai siamo entrati in fase di correzione e contemporaneamente in quella  “io so l’italiano” … così invece di tacere e fare il braccio mentre lei pensa di fare la mente, azzardo un “beh, la virgola tra il soggetto e il verbo non si mette” … la nostra sfortuna: ho appena letto il libro di Severgnini e quindi rilevo tutto il campionario di cazzate possibili: paroloni, pleonasmi e tautologie dove non si sa che cavolo dire (ad esempio l’ottima “richiesta di quesiti”) … subordinate piantate a cazzo come dei chiodi e talvolta non chiuse … legal-ragionier-burocratese aziendaliano, giri di parole per non voler affrontare di petto un giudizio, allusioni … e persino dettagli come “eccetera”.

E chiedi quanto avevo in italiano.

A me.

Brutta stronza.

Avevo anche 4 si. Ma quel prof se facevi UN errore di ortografia di smazzuolava le gengive coi porfidini. E non gli interessava cosa avevi scritto. Non se il contenuto era impreziosito da un errore di ortografia.

Gne gne gne!