Tag

, , , , , , , , , , , , , , , ,


Oggi sono passati da me dei personaggetti che sono una emanazione di una associazione di industriali. Fanno il loro lavoro, sono bravi a farlo.

Parte del loro lavoro è toglierlo a te.

Come fanno? Lo fanno loro.

Così da una revisione di spesa di una ditta con 3 contabili, forse non ne resterà nemmeno uno (o unA, con due figli da mantenere) … forse non servirà NESSUNO di quelli che “fanno carte” … si, basterà di tanto in tanto chiedere qualcosa a loro, e ogni spesso mandar loro tutte le nostre cartacce, fatte da noi altri che non le sappiamo fare, che non abbiamo studiato per farle.

E’ una realtà e non c’è appiglio per biasimare nessuno. Di certo ciò di cui si dotano, in parte, è tecnologia, che consente di far lavorare meno le persone.

E’ la perversione che per vivere sia necessario lavorare, il problema (ok, potete internarmi): perché ognuno desidera che tu non lo faccia, ed esprime questo con la forte avversione a retribuirti con il giusto corrispettivo.

Non riesco ad esimermi da queste chiacchiere: quando ti mettono al mondo pensi – beh – che sia una figata, guarda quanto bel mondo. Non pensi che sia una chiamata all’umiliazione: come se una bella figliola t’invitasse ad uscire per poi dirti quanto inutile tu sia. Ma cosa m’hai invitato a fare? Non potevi farti la tua vita senza tirar fuori me dalla mia?

meglio che smetta và

Annunci