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Interessante questa “operazione recupero foto” rovinate da disastri naturali. L’idea è questa: la gente, esaurita l’emergenza sopravvivenza, torna a casa e trova quei quattro stracci che son diventate le cose che possedevano, tra cui le stampe fotografiche: ricordi di una vita, magari non sono capolavori – lo sapete tutti – ma sapete tutti anche che quella foto del nonno è l’unica che ha la nonna, quell’altra – era sul caminetto – è l’unica in cui ci siete tutti e persino lo Zio Ermenegildo , partito nel ’76 per il Brasile.

Chiunque sia in grado di fare un lavoro decente di recupero fotografico su foto danneggiate dal tempo e ancora meglio, danneggiate tout court, si faccia sentire e accetti la sfida che  offrono le foto di queste persone. E immagino sia possibile associarsi anche dall’Italia non solo per aiutare, ma anche per farsi aiutare. Credo che mezzo Nord non si sia dimenticato delle inondazioni di qualche tempo fa, vero? Se i vostri parenti hanno questo problema e non sapete come aiutarli perché non sapete usare un programma di fotoritocco, però potete iniziare a muovere qualche passo ed associarvi, cercando di unire le forze a quelle di queste persone e chiedere aiuto anche a loro; oppure potete cliccare altrove e fottervene, come di qualsiasi altra cosa, click e non fate niente.

E invece click: potete fare qualcosa. Senza spendere nulla.

Se invece sapete anche come fare, aiutate anche voi, sia in patria, in casa, sia presso quel sito. E se sapete come fare ad “internazionalizzare” la cosa, muovete anche voi le vostre sante chiappette. Qui non c’è da scucire un centesimo: solo fatica. E se siete disoccupati e usate da Dio Photoshop e mi state leggendo… why not?

Anche su feisbus: https://www.facebook.com/OperationPhotoRescue

Risonanza photoshioppara, qui.

Se avete preso in prestito photoshop e stavate giusto per restituirlo, leggete QUI e poi se proprio non ce la fate divertitevi QUI.