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(sondaggio a fine articolo!) Nel titolo, una domanda che talvolta mi pongo. E di cui non so dare la risposta. In fondo, altrimenti chi ci sarebbe al loro posto? però … però … Magari qualcuno con la stessa forza fisica e una differente forza morale.

Quis custodiet ipsos custodes?

Questa ragazza parla chiaramente, e cede pochissimo, davvero poco e solo sul finale. Una ragazza che dice ciò che è davvero la la nostra realtà. Manifestare il proprio pensiero, il dissenso, la parola, la libertà … quando uno ha tre lettori e non si nota, non ci sono grandi problemi. Sono tutti divisi in mille rivoli … io leggo te, tu leggi me… nessuno si preoccupa. Ma quando la gente manifesta ed altra gente rischia di sentire quello che ha da dire, allora scatta il manganello. A casa mia quando io tento di andare in un posto e di dire la mia e uno mi pesta questo si chiama aggressione e percosse.

Ma dipende tutto da chi lo fa.

Chiediamoci tra 10 anni cosa sarà successo ad Adele. Perché oggi, nel politically correct che conviene, ovviamente a questa ragazza è stato consentito di parlare, facendo la mossa “vedi? sei libera!”. Ma cosa le succederà domani? A scuola, nella vita?

Conosco tantissimi ragazzi che sono inchiodati dal potere quotidiano di molti professori, di burocrazie che se ne fottono delle persone-studenti … cambiano le date degli esami e le pubblicano in posti sconosciuti e senza che ci sia la possibilità di essere avvertiti finché non si va proprio lì … come arrivare in Cina in vacanza DOPO che hai scoperto che il volo di ritorno è stato soppresso… e lo scopri in Cina. Questo è un esempio, ma chiedete agli studenti… vorrei vedere quei video, migliaia di migliaia… io solo ne conosco tanti. Per me sono testimonianze da dare. Altro che piccoli disservizi. Se li sommi uno ad uno… tanti ragazzi esasperati che non riescono a laurearsi perché al tal assistente o al lettore o al tecnico di laboratorio o al prof che ti segue non interessa e ti fa aspettare tutta la vita… Allora vedi che tanti non sono parcheggiati per propria volontà.

E’ anche vero che molti stanno a testa bassa, studiano, si laureano, e poi lavorano. E non sono certo tutti figli di papà. Ma capita anche che debbano cambiare facoltà perché questo accada. E allora qualcosa non torna, giusto?

Io non sono uno studente. Ma ne conosco tanti e sono pochi, ormai tutti al lavoro, che testimoniano “no prolem, buon servizio, mi è servito, non mmi sono solo arrangiato a passare esami e farmi firmare i libretti” …

Voi conoscete solo casi positivi? Raccontate sia in un senso che nell’altro, volentieri