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immagine di schiavitù del 1700

tu lavori la domenica, e muto!

Parlavo con una lavoratrice del settore del commercio al dettaglio: centri commerciali, supermercati. Questi vivono in sostanza agli ordini di un comando dall’alto che è quello che possiede la catena, con altri piccoli comandi che sostanzialmente detengono il potere diretto su di loro, ma che in pratica comunque obbediscono alle logiche commerciali dettate dalla catena che li ospita fisicamente. Se il supremo ordina, tutte le truppe fino all’ultimo soldato, dal bar al banco del pesce, dal negozietto di gioielli a quello di telefonia o di vestiti, obbediscono. Cassiere, guardiani allo sbarramento uscite, magazzino, reception. Tutti.

Da qualche tempo, dice questa persona “dalla liberalizzazione di Monti”, loro lavorano la domenica… e le porcate che si fanno con straordinari e ferie non si contano più: immaginatevele pure da soli, ma state sicuri che nessuno lavora DI MENO e che nessuno si riposa DI PIU’. Quello che accade più frequentemente è che le famiglie siano spezzate: mariti che non vedono le mogli e viceversa, nonché difficoltà generate casualmente e con noncuranza assoluta nel seguire i figli. Proprio non glienesbatte una sega.

Libero mercato.

Libero per chi?

Si guadagna di più? Si compete, si fa concorrenza? Ma un cazzo: fanno TUTTI la stessa cosa, quindi tutti sono uguali, quindi NESSUNO guadagna di più. E soprattutto, non guadagnano di più di quando NON aprivano le domeniche. Quindi a che serve? Spezzare la socialità di un paese in nome di cosa? Dell’obbligo imposto, dell’atto di volontà di un bel gruppetto di stronzi che di sicuro ha ogni benefit, di sicuro non perde un solo istante della propria vita privata e che forse se ne gode degli ampi momenti anche quando formalmente sarebbe al lavoro: se la spassano, quindi a che gli serve andare a casa?

L’unico modo di fargliela capire sarebbe non andare alla domenica nei negozi. Ma ovviamente a tutti noi fa comodo. E quindi ormai questa cosa non si cambia. Ma quelle che si possono cambiare sono le modalità, per i lavoratori, di aderire a questa nuova pratica. Per favorire il datore di lavoro non deve essere penalizzato il lavoratore. Non è giusto : il nostro paese si demoralizza sempre più, sempre più la gente sente che la popolazione è schiava di qualcuno… la gente si scazza sempre di più, ha sempre meno voglia di competere su cose serie ed interessanti, che arricchiscono sé stessi e l’ambiente (lavorativo o nazionale) che li circonda. Questo impoverisce tutti e rende la gente cattiva, oltre che triste ed impaurita. E soprattutto sempre più cinica e disfattista. Tutti credono sempre meno nella Giustizia, di poter fare qualcosa, di poter contare.

E in parte se la vogliono. Non credono nemmeno nel riunirsi, nel combattere per qualcosa di comune… ogni gruppetto di 10 ne ha 6 che si fanno i cazzi propri – o così credono… ma in realtà perseguono un fine a breve termine… che a lungo termine farà loro chiedere “ma perché nessuno ha fatto qualcosa? ” o “perché tutti se ne fregano” o “se ne sono fregati?” …

eh… perché? Perché TU per primo lo hai fatto. Quel giorno avevi altro da fare. Quell’altro giorno “non ti interessava” … l’altro giorno “non riguardava te” … l’altro giorno “beh, ma non hanno mica tanto torto dai…” e quello dopo “mah, tanto non cambia niente, è tutto uno schifo, la politica non mi interessa, io non posso fare la differenza e figuriamoci tu” …

Loro, gli altri, però, invece, si mettono assieme e la loro forza la usano. La usano localmente, la usano a livello nazionale, la usano a livello internazionale. Le masse sono schiacciate da persone che con il proprio sentire comune si battono ogni giorno per schiacciarci e tenerci schiacciati, per abbassarci sempre più la testa e piegarci la schiena e dopo averlo fatto, per assicurarci con delle sbarre di ferro in quella posizione, prona, chinata, in ginocchio ad obbedire. Oggi non esistono più le grandi fabbriche dove questo genere di discorsi forse veniva fatto in nome del “comunismo” o roba simile… ma la condizione non è dissimile: i danni perpetrati sono pressoché gli stessi: lavoro gratis, fatica ad oltranza, non pagata, imposizioni e nulla in cambio, minacce, nessun rispetto, arroganza, pericolo per le vite della gente con nessun capitale economico o di immobili.

I lavoratori dei supermercati sono da tenere d’occhio: sono la cartina di tornasole del malaffare lavorativo d’italia: negli uffici già la pratica di PRETENDERE lo straordinario e di pretenderlo gratis è in atto da parecchio, da quando cioé i caporalati interanali hanno preso massicciamente piede. Non fai gli straordinari? Li faresti ma vorresti essere pagato per questo? Ah no, alla prima occasione fuori dai piedi.

Il lavoro gratis si chiama schiavitù.